I Carabinieri della Tenenza di Cercola hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nell’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida nei confronti di un minorenne, gravemente indiziato, in concorso con altri, dei reati di porto e detenzione illegale di armi, ricettazione e inosservanza dell’alt imposto dai militari.
Il provvedimento scaturisce dalle indagini avviate dopo un inseguimento avvenuto lo scorso 19 giugno a Volla, quando il giovane, alla guida di un Suv, malgrado non abbia ancora conseguito la maggiore età, si era sottratto a un controllo dei carabinieri innescando un inseguimento. Durante la fuga, secondo gli investigatori, avrebbe agevolato il trasporto e l’occultamento di una pistola semiautomatica calibro 7,65, con colpo in canna e risultata rubata, poi lanciata dal passeggero sulla pubblica via. Quest’ultimo era stato arrestato in flagranza.
Gli approfondimenti investigativi, coordinati dalla Procura per i Minorenni di Napoli, hanno consentito di ricostruire la vicenda e raccogliere gravi indizi a carico del minore, portando all’emissione della misura cautelare.
Si tratta del 17enne a capo del gruppo di Volla entrato in contrasto con il clan De Micco di Ponticelli da diverso tempo. Il giovane, infatti, avrebbe partecipato al conflitto a fuoco andato in scena in via Carlo Miranda a Ponticelli lo scorso 7 aprile, creando lo scenario che successivamente è culminato nell’omicidio di un giovane estraneo alle dinamiche criminali: il 20enne Fabio Ascione, colpito da un colpo di pistola partito accidentalmente dalla pistola maneggiata in maniera incauta da Francescopio Autiero, giovane nipote di uno dei ras dei De Micco.
Un episodio che ha sancito il punto di non ritorno nell’ambito di contrasti sorti tra le due fazioni per motivi riconducibili al controllo degli affari illeciti, probabilmente, i furti d’auto. Prima dell’omicidio Ascione un minorenne legato al gruppo di Volla era stato sequestrato dai De Micco e condotto in un appartamento nel rione Lotto 10 di Ponticelli, nelle disponibilità del clan, e brutalmente pestato. Una lezione, un’azione dimostrativa, voluta per ridimensionare le scellerate incursioni del gruppo rivale che, di contro, sprezzanti di quel monito violento, una settimana dopo ha nuovamente fatto irruzione in uno dei rioni controllati dai cosiddetti “Bodo” non esitando a sparare contro giovani riconducibili al clan.
Ascione non è stato ucciso dai colpi di pistola esplosi dai giovanissimi di Volla, ma nelle fasi successive al raid, quando Autiero ha trovato riparo sotto l’androne di uno dei palazzi del rione e brandendo la pistola per vantarsi con gli amici proprio della sparatoria di cui era stato protagonista poco prima, ha fatto partire uno sparo che si è rivelato fatale per il giovane che, mentre rincasava al rientro di una serata lavorativa, riconoscendo in quel gruppo alcuni amici e parenti, si era avvicinato a loro per un saluto. Malgrado l’acclarata estraneità del gruppo di Volla all’omicidio del 20enne, quella vicenda ha sancito un fermo punto di non ritorno.
Le ostilità tra i due gruppi hanno raggiunto l’apice, creando un clima di forte tensione tra i civili, fomentato da un rumors volutamente divulgato e rilanciato dai De Micco per annunciare le intenzioni del clan: una delle figure apicali dei “Bodo” avrebbe decretato la condanna a morte del 17enne, dal carcere dove è recluso, imponendo ai gregari di attendere che diventasse maggiorenne per ucciderlo. A destare particolare allarmismo era il fatto che il giovane spegnerà le 18 candeline a breve. Un compleanno che festeggerà in carcere: l’arresto, probabilmente, ha concorso a salvargli la vita per quanto fosse forte e acclarato il sentore che a breve i De Micco sarebbero realmente entrati in azione per eliminarlo.
Un arresto che chiude una delle vicende più surreali e feroci legate alle dinamiche camorristiche della storia recente della periferia orientale di Napoli. Una vicenda che mostra il volto di un clan sempre più spregiudicato e spietato, pronto a tutto pur di preservare e rilanciare la supremazia territoriale, anche ad uccidere un ragazzino.










