• Redazione
  • Contatti
  • AD
  • I’m Napolitan
  • Accedi
lunedì, 22 Giugno, 2026
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli

Il nuovo modo di leggere napoli

  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

L’ordine del boss dei De Micco di Ponticelli: il leader del gruppo di Volla verrà ucciso quando diventerà maggiorenne

Luciana Esposito di Luciana Esposito
19 Giugno, 2026
in Cronaca, In evidenza
0
Ponticelli, i testimoni oculari raccontano l’ultimo raid nel rione De Gasperi
Share on FacebookShare on Twitter

Non si placa la tensione nei rioni di Ponticelli, in balia delle logiche criminali. A fomentare allarmismo e timori non concorre soprattutto il piano al quale stanno lavorando i De Micco per chiudere definitivamente i conti con il gruppo di giovanissimi di Volla con i quali sono entrati in rotta di collisione da qualche tempo.

ADVERTISEMENT

Nei mesi precedenti si sarebbero registrate numerose fibrillazioni e anche azioni violente molto eclatanti, come il sequestro di un minore legato al gruppo di Volla.

I De Micco lo avrebbero prelevato e condotto in un appartamento del rione Lotto 10 per poi liberarlo, dopo un pestaggio violento e brutale. Doveva essere una lezione, finalizzata a far capire a quei giovani che era giunto il momento di indietreggiare e, invece, in quell’escalation di violenza, ad avere la peggio è stato un ventenne estraneo agli ambienti criminali.

Il punto di non ritorno sarebbe stato sancito dall’incursione notturna dei vollesi, l’ennesima nella zona dei De Micco, la notte dello scorso 7 aprile, quando ingaggiarono un conflitto a fuoco con uno scooter a bordo del quale c’erano un minore e Francescopio Autiero, nipote di uno dei ras dei cosiddetti “bodo” e che poi poco dopo si è reso autore della scellerata azione culminata nella morte dell’innocente Fabio Ascione.

Autiero avrebbe ucciso il 20enne, estraneo alle dinamiche camorristiche, nelle fasi immediatamente successive al conflitto a fuoco con il gruppo di Volla, quando aveva trovato riparo sotto il porticato di uno dei palazzi di edilizia popolare di via Carlo Miranda, rione di residenza di Ascione che si era avvicinato a un gruppo di amici, tra quali anche Autiero, mentre stava rincasando a piedi, al termine di una serata trascorsa a lavorare al Bingo di Cercola. Autiero stava mimando la sparatoria di cui era stato protagonista poco prima maneggiando la pistola, quando sarebbe partito accidentalmente un colpo che ha centrato al petto il 20enne senza lasciargli scampo.

Seppure ad uccidere Ascione non siano stati i ragazzi di Volla, il fatto che la morte di un giovane innocente, residente in uno dei rioni simbolo del potere dei De Micco, sia ugualmente riconducibile al raid andato in scena quella sera, agli occhi del clan rappresenta l’ultimo di una lunga serie di affronti che devono essere regolati in maniera esemplare.

Secondo quanto avrebbero platealmente asserito alcune figure apicali del clan, proprio nel rione in cui è stato ucciso Fabio Ascione, il boss dei De Micco, dal carcere dove si trova attualmente recluso, avrebbe decretato la condanna a morte del giovane leader del clan di Volla, seppure si tratti di un minore. Proprio per questo motivo, il boss avrebbe ordinato ai gregari di aspettare che il giovane diventi maggiorenne per entrare in azione. A suscitare particolare allarmismo e apprensione è la consapevolezza che il giovane compirà 18 anni prossimamente.

A nulla sarebbe servita la mediazione del padre del minore che nei mesi scorsi avrebbe provveduto a far confluire nelle casse del clan una generosa donazione di cinquantamila euro, una vera e propria tassa per ipotecare l’immunità del figlio. Una donazione che ha garantito una tregua temporanea che, secondo quanto emerge nitidamente dalle conversazioni dei leader dei “bodo”, sarebbe destinata a durare poco.

A fungere da “filatore”, un insospettabile: il parente di uno dei leader dei “bodo” attualmente detenuti e tornato in libertà di recente. Sarebbe stato affidato a lui il compito di pedinare il minore per monitorare gli spostamenti per poi avvisare il commando che entrerà in azione. Un agguato già pianificato nei minimi dettagli, in sostanza. Dettagli dei quali sono a conoscenza decine di persone che quotidianamente ascoltano le conversazioni esplicite che intercorrono tra gli affiliati al clan e che senza nessun tipo di precauzione, scambiano informazioni tanto cruciali quanto surreali circa l’agguato al quale stanno lavorando per chiudere definitivamente i conti con il gruppo di Volla. Potrebbe trattarsi di una strategia voluta per depistare e quindi celare le reali intenzioni del clan o anche di un modo per imporre nuovamente omertà e connivenza dopo i fatti che si sono susseguiti dalla notte in cui Fabio Ascione è stato ucciso, fino alla settimana successiva, quando per Autiero sono scattate le manette. Le indagini dei carabinieri sono state infatti accompagnate da un pesantissimo clima di omertà, proprio perchè l’autore di quello sparo è il nipote di una figura di spicco del clan attualmente egemone a Ponticelli.

I De Micco, dal loro canto, hanno giocato un ruolo cruciale rendendosi protagonisti di un vero e proprio depistaggio finalizzato a sviare le indagini con l’intento di far ricadere la colpa sul gruppo di Volla. Quando il nome di Autiero ha iniziato a circolare con crescente insistenza, il clan ha ingaggiato un vero e proprio braccio di ferro con le parti in causa, auspicando che quel nome non venisse mai messo nero su bianco dai testimoni oculari dell’omicidio davanti agli inquirenti, ma così non è stato. Quel muro d’omertà è stato rotto dalla deposizione di due ragazzi che hanno consentito ai carabinieri di chiudere il cerchio intorno all’assassino.

Un affronto che risuona come un pugno sferrato all’orgoglio del clan che ha costruito il suo impero del male sull’omertà e una strategia del terrore che anche in questa circostanza avrebbe voluto imporre silenzio e rispetto delle regole imposte dai “bodo”.

Proprio per questo, la volontà di non celare piani e strategie criminali, potrebbe rappresentare il primo, eclatante passo verso il ripristino delle regole del clan, imponendo ai civili di ricoprire lo scomodo ruolo di persone informate su fatti gravissimi che potrebbero salvare la vita di un ragazzino. Del resto, prima dell’omicidio Ascione, nei rioni e persino nelle attività commerciali di Ponticelli, i leader del clan erano soliti confrontarsi con la stessa disinvoltura circa le strategie da attuare: dai soggetti ai quali avanzare richieste estorsive a dinamiche ben più delicate e complesse.

Emblematica anche la decisione di attendere che il giovane spenga le 18 candeline per poi entrare in azione. Uno step che non cambia niente nella sostanza e nella ferocia dell’azione delittuosa, perchè ugualmente porterà alla morte di un giovanissimo, ma che nella forma consegna al clan l’alibi di non aver assassinato un minore, rischiando di inimicarsi l’opinione pubblica e le famiglie d’onore che ancora provano a inculcare il falso mito della mafia che “non uccide donne e bambini”.

Un clima da brividi che di giorno in giorno si fa sempre più teso, a riprova di quanto forte sia il sentore che di qui a poco i De Micco entreranno in azione per eseguire quella condanna a morte decretata dal carcere e già studiata e pianificata nei minimi dettagli.

ADVERTISEMENT
Prec.

Ogni 28 ore un amministratore locale viene minacciato: 309 casi nel 2025. Napoli è la provincia più colpita

Succ.

Omicidio Vassallo, assolto l’ex pentito Romolo Ridosso: colpo all’impianto accusatorio sul delitto del sindaco pescatore

Può interessarti

VIDEO-“Napolitan-Il Podcast”, ep.15: Il prof. Vincenzo Luise racconta il rapporto tra mafie e social network
Arte & Spettacolo

VIDEO-“Napolitan-Il Podcast”, ep.15: Il prof. Vincenzo Luise racconta il rapporto tra mafie e social network

22 Giugno, 2026
Nuove licenze per bar e ristoranti a Napoli, Confesercenti: “Sì a regole e punteggi, no a un nuovo blocco delle aperture”
Cronaca

Pistola pronta a sparare, fuga dai carabinieri, tensione tra clan: le strade di Napoli est in balia della criminalità

22 Giugno, 2026
Sorelline scomparse e ritrovate a Formia, svolta nelle indagini: tre fermi per sequestro di persona
Cronaca

Sorelline scomparse e ritrovate a Formia, svolta nelle indagini: tre fermi per sequestro di persona

22 Giugno, 2026
3 marzo 2016: Giornata cittadina per la sicurezza sul lavoro
Cronaca

Tragedia sul lavoro a Grumo Nevano: operaio di 62 anni precipita da un cantiere e muore, si indaga sulle cause

22 Giugno, 2026
Casamicciola Terme: Carabinieri interrompono serata abusiva, lido sequestrato e imprenditrice denunciata
Cronaca

Incidente stradale nel napoletano: centauro 50enne si schianta contro un palo e muore

22 Giugno, 2026
Incendio all’Ospedale del Mare: chiusa temporaneamente l’Unità di Chirurgia
Cronaca

Incendio all’Ospedale del Mare: chiusa temporaneamente l’Unità di Chirurgia

21 Giugno, 2026
Succ.
Omicidio Vassallo, assolto l’ex pentito Romolo Ridosso: colpo all’impianto accusatorio sul delitto del sindaco pescatore

Omicidio Vassallo, assolto l'ex pentito Romolo Ridosso: colpo all'impianto accusatorio sul delitto del sindaco pescatore

Ultimi Articoli

VIDEO-“Napolitan-Il Podcast”, ep.15: Il prof. Vincenzo Luise racconta il rapporto tra mafie e social network

VIDEO-“Napolitan-Il Podcast”, ep.15: Il prof. Vincenzo Luise racconta il rapporto tra mafie e social network

di Redazione Napolitan
22 Giugno, 2026
0

Il protagonista della quindicesima puntata di "Napolitan-Il Podcast" è il prof. Vincenzo Luise, sociologo e docente presso il Dipartimento di...

Giovedì 25 giugno al Trianon Viviani, Stravinskij in versione rap

Giovedì 25 giugno al Trianon Viviani, Stravinskij in versione rap

di Redazione Napolitan
22 Giugno, 2026
0

Giovedì 25 giugno, alle 21, al Trianon Vivianiva in scena Storia 'e na guerra 'ncapa, l'originale versione ritmica di Paolo Romano (ShaOne) dell'Histoire du Soldat di Igor...

Nuove licenze per bar e ristoranti a Napoli, Confesercenti: “Sì a regole e punteggi, no a un nuovo blocco delle aperture”

Pistola pronta a sparare, fuga dai carabinieri, tensione tra clan: le strade di Napoli est in balia della criminalità

di Luciana Esposito
22 Giugno, 2026
0

Un inseguimento ad alta velocità, una pistola lanciata dal finestrino e un arresto che riporta sotto i riflettori la crescente...

Emergenza covid: a partire da stasera, coprifuoco alle 23

Nuove licenze per bar e ristoranti a Napoli, Confesercenti: “Sì a regole e punteggi, no a un nuovo blocco delle aperture”

di Redazione Napolitan
22 Giugno, 2026
0

Regole chiare per consentire nuovi investimenti, ma nessuna proroga del blocco alle aperture nel centro storico. È la posizione di...

Facebook Twitter Youtube
  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy and Cookie Policy
  • AD
Napolitan è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Nola n.° 9 del 23/12/2014. Iscrizione al Registro degli Operatori per la Comunicazione n. 24695

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Bentornato!

Accedi al tuo account

Hai dimenticato la password?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o email per recuperare la password

Accedi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Vuoi sbloccare questo post?
Contenuti da sbloccare rimanenti. : 0
Sei sicuro che vuoi cancellare questo abbonamento?