Potrebbe celarsi un movente ben preciso e che andrebbe ben oltre la mera ostilità tra giovani provenienti da due zone diverse, dietro la lite culminata negli spari e che ha fatto da contorno alle circostanze in cui è maturato l’omicidio del 20enne Fabio Ascione, assassinato all’alba di martedì 7 aprile mentre rientrava a casa al termine del turno di lavoro.
Due gruppi di giovanissimi, uno di Volla, l’altro di Ponticelli, entrambi orbitano nel contesto criminale, come sottolinea il possesso e l’uso sconsiderato di armi, seppure non sarebbero affiliati a un clan. Cani sciolti che giocano a Gomorra tra le strade del quartiere a caccia di prede da sbranare.
Uno dei ragazzi del gruppo di Volla è stato già arrestato da minorenne e figlio di un volto noto della malavita locale, sarebbe stato arrestato e rilasciato per furto d’auto appena due giorni prima dei fatti di Pasquetta. La legge non prevede il carcere per questo tipo di reati, seppure quel giovane, insieme a un coetaneo incensurato, sarebbe autore di numerosi furti d’auto avvenuti negli ultimi mesi e compiuti solo per praticare il cosiddetto “cavallo di ritorno” ai proprietari delle vetture, costringendoli a sborsare diverse migliaia di euro per farsele riconsegnare.
La spregiudicatezza e la frequenza con la quale il ragazzi di Volla starebbero agendo potrebbe aver giocato un ruolo cruciale nella vicenda, in quanto quel modus operandi mira anche e soprattutto a sfidare i De Micco. Sprezzanti della supremazia territoriale che il clan saldamente detiene tra le strade di Ponticelli, i due giovani non esiterebbero ad entrare in azione nel quartiere, anche per spingersi ben oltre I semplici furti d’auto.
Ci sarebbe la loro firma su diversi raid e stese andate in scena di recente negli arsenali della camorra di Ponticelli, uno dei quali avrebbe portato anche al ferimento di un giovane.
Ciononostante, almeno finora, i De Micco avevano deciso di non prendere provvedimenti, tenendo conto della giovane età dei due, non riconoscendogli alcuna levatura in criminale, ma interpretando quelle azioni come “il gioco” di due ragazzini che cercano di mettersi in mostra.
Seppure anche i De Micco avrebbero costituito una giovane squadra di ragazzi, addetti esclusivamente ai furti d’auto e probabilmente potrebbe essere questo il motivo dell’attrito sfociato negli spari la sera di Pasquetta.
E proprio dopo i fatti di quella notte, lo scenario sembra destinato a mutare radicalmente. Non è escluso che il clan possa approfittare dello scenario ancora confuso per colpire i giovani di Volla, anche per rafforzare la finta convinzione che si tratti dell’azione criminale voluta per vendicare la morte del 20enne Fabio Ascione.











