La proprietaria del locale potrebbe ricevere un’indennità giornaliera per la perdita di guadagno legata ai danni alla salute riportati nell’incendio di Capodanno. La pratica è al vaglio dell’assicurazione Zurich, che ha chiesto e ottenuto il nulla osta della Procura del Vallese. Moretti resta indagata nell’inchiesta sulla strage
Un’indennità per l’infortunio subito nell’incendio che ha devastato il suo stesso locale. È la nuova circostanza emersa dagli atti dell’inchiesta sull’incendio di Crans-Montana, dove nella notte di Capodanno sono morte 41 persone e altre 115 sono rimaste ferite.
La richiesta riguarda Jessica Moretti, proprietaria, insieme al marito Jacques, del discobar Le Constellation, teatro del rogo del primo gennaio 2026.
Secondo quanto emerge da una lettera dell’assicurazione Zurich, riportata nel dossier dell’indagine, Moretti potrebbe percepire un’indennità giornaliera per la «perdita di guadagno causata dai danni alla salute» conseguenti all’incendio. La pratica viene trattata nell’ambito della normativa svizzera sull’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.
L’assicurazione ha chiesto alla Procura del Cantone del Vallese l’autorizzazione a procedere con l’eventuale versamento. Il nulla osta, secondo quanto riportato negli atti, è stato concesso. Questo non equivale a un riconoscimento di responsabilità o innocenza nell’ambito dell’inchiesta penale: si tratta di una procedura assicurativa distinta dal procedimento giudiziario.
La proprietaria del locale tra indagine e misure cautelari
La richiesta arriva mentre Jessica Moretti resta una delle principali indagate nell’inchiesta sul rogo del Constellation.
A suo carico, così come nei confronti del marito Jacques, vengono contestati nell’inchiesta svizzera omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo. I due sono inoltre coinvolti in un procedimento avviato dalla Procura di Roma, nel quale vengono contestati anche il disastro colposo e l’omicidio colposo plurimo.
Moretti è sottoposta all’obbligo di firma e al divieto di espatrio, con l’obbligo di rimanere in Svizzera. Le misure cautelari nei suoi confronti sono state più volte prorogate nel corso dell’anno.
Il marito Jacques, invece, si trova in carcere dallo scorso agosto nell’ambito di un procedimento distinto relativo a presunte violenze domestiche nei confronti della moglie.
Una richiesta economica mentre l’inchiesta prosegue
La vicenda assume inevitabilmente un significato particolare alla luce delle dimensioni della tragedia.
Il Constellation quella notte era affollato di giovani arrivati per festeggiare il Capodanno. Il bilancio definitivo fu di 41 vittime e 115 feriti, con numerosi ragazzi tra le persone coinvolte.
Nei mesi successivi, l’inchiesta ha progressivamente ampliato il quadro delle responsabilità da verificare, arrivando a coinvolgere anche figure e autorità locali sul fronte dei controlli e della sicurezza del locale. La Procura svizzera sta infatti cercando di ricostruire non soltanto l’origine materiale dell’incendio, ma anche eventuali responsabilità relative alle condizioni di sicurezza e alla gestione dell’attività.
Nel frattempo, per i superstiti e le famiglie delle vittime sono stati predisposti anche strumenti di sostegno economico. Il Cantone del Vallese aveva previsto un’indennità d’urgenza di 10mila franchi, mentre a marzo il Parlamento svizzero ha approvato un contributo di solidarietà una tantum di 50mila franchi per ciascuna vittima, destinato ai superstiti e alle famiglie delle persone decedute.
La richiesta di Moretti si colloca dunque in un quadro assicurativo e giuridico complesso, nel quale diverse forme di indennizzo convivono con un’inchiesta penale ancora aperta.
Le nuove tensioni intorno alla vicenda
La posizione di Jessica Moretti è tornata recentemente al centro dell’attenzione anche per le condizioni imposte dalle autorità e per il clima che circonda l’inchiesta.
In una relazione della polizia cantonale del 23 settembre, riportata dalla stampa, Moretti avrebbe manifestato preoccupazione per il ritorno dell’attenzione mediatica in vista dell’anniversario della tragedia e per il possibile risentimento dei familiari delle vittime.
A settembre, inoltre, una testimonianza raccolta dagli investigatori nell’ambito di una rogatoria internazionale aveva descritto un presunto clima intimidatorio all’interno del locale. Si tratta, anche in questo caso, di elementi acquisiti nell’inchiesta che dovranno essere valutati dall’autorità giudiziaria.
La richiesta dell’indennità non modifica quindi, di per sé, la posizione processuale di Jessica Moretti.
Da una parte c’è una procedura assicurativa che potrebbe riconoscerle una prestazione per i danni alla salute e la conseguente perdita di guadagno. Dall’altra c’è un’inchiesta che deve ancora stabilire eventuali responsabilità per una delle tragedie più gravi avvenute in Svizzera negli ultimi anni.
Due piani distinti che, oggi, finiscono inevitabilmente per incrociarsi nella stessa storia: quella del Constellation e delle 41 persone che non sono mai tornate a casa.










