Nuove protezioni per i Carabinieri impegnati ogni giorno nei servizi di pronto intervento. È partita la fase di sperimentazione dei nuovi giubbotti antiproiettile hi-tech destinati ai militari dei Nuclei Radiomobili, i reparti che intervengono su strada e che possono trovarsi ad affrontare situazioni imprevedibili, anche con elevati profili di rischio.
La prima fase coinvolgerà i Radiomobili di Rho, Roma e Agrigento, tre realtà territoriali differenti individuate per mettere alla prova le nuove dotazioni in contesti operativi diversi. L’iniziativa è stata annunciata il 24 ottobre da USMIA Carabinieri, che ha espresso apprezzamento per il percorso avviato dal Comando generale dell’Arma.
Nuovi dispositivi per chi interviene su strada
L’obiettivo è migliorare la protezione del personale durante pattugliamenti, controlli e interventi di pronto soccorso operativo, con dispositivi più adeguati alle esigenze di chi opera quotidianamente sul territorio.
La sperimentazione consentirà di valutare sul campo le nuove dotazioni prima di eventuali decisioni sulla loro diffusione più ampia. Al momento, le informazioni pubblicate non specificano nel dettaglio le caratteristiche tecniche dei giubbotti, il livello di protezione balistica certificato né il calendario completo della prova.
La scelta di partire dai Nuclei Radiomobili risponde alla particolare esposizione di questi reparti, chiamati a intervenire rapidamente in situazioni che possono evolvere in pochi istanti.
Luongo: «La sicurezza del personale è una priorità»
Il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale di corpo d’armata Salvatore Luongo, ha più volte richiamato l’attenzione sulla necessità di dotare i militari di strumenti di protezione moderni e adeguati ai rischi operativi.
Nel comunicato diffuso da USMIA, Luongo sottolinea che, in un contesto segnato anche da aggressioni armate contro gli appartenenti alle forze dell’ordine, la sicurezza del personale rappresenta «una priorità concreta e non più rinviabile, costi quel che costi».
I sindacati chiedono di estendere le dotazioni
L’avvio della sperimentazione riporta al centro il tema dell’adeguatezza dei dispositivi di protezione individuale per i militari dell’Arma. USMIA Carabinieri, attraverso il segretario generale Carmine Caforio, auspica che il percorso possa coinvolgere progressivamente anche le Stazioni e gli altri reparti della linea territoriale.
L’associazione sindacale ricorda inoltre di aver sostenuto il confronto sull’introduzione di nuove dotazioni tecniche, tra cui protezioni antiproiettile e antitaglio, nell’ambito di un tavolo avviato con il Comando generale e altre sigle rappresentative.
La fase di prova nei tre Radiomobili rappresenta dunque il primo passaggio operativo di questo percorso. Saranno i riscontri raccolti durante l’impiego sul campo a fornire elementi utili per valutare l’efficacia delle nuove dotazioni e le eventuali modalità di estensione.
La posta in gioco riguarda la sicurezza di chi interviene per primo: garantire protezioni adeguate significa tutelare gli operatori e mettere nelle condizioni migliori chi è chiamato a rispondere alle emergenze e a proteggere i cittadini.











