Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto interministeriale: riduzione di circa 4,9 centesimi al litro, Iva compresa, per undici giorni. La misura è finanziata con 38,7 milioni di euro di maggior gettito Iva.
Torna il taglio delle accise sul gasolio per contrastare il caro carburanti. Da oggi, mercoledì 28 ottobre, fino a sabato 7 novembre, gli automobilisti potranno beneficiare di una riduzione fiscale di circa 4,9 centesimi al litro, Iva compresa. La misura è prevista da un decreto interministeriale del Ministero dell’Economia e delle Finanze e del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Il provvedimento arriva dopo oltre tre settimane dalla fine del precedente taglio, scaduto il 5 ottobre, e interviene nuovamente sul prezzo del diesel, particolarmente rilevante per famiglie, pendolari, autotrasportatori e imprese.
Quanto si risparmia sul pieno
Il decreto ridetermina l’aliquota di accisa sul gasolio utilizzato come carburante a 632,90 euro per mille litri, con una riduzione di 40 euro rispetto al livello precedente. La diminuzione dell’imposta è pari a circa 4 centesimi al litro, che diventano circa 4,9 centesimi considerando anche l’effetto dell’Iva.
In termini pratici, il risparmio teorico è di circa 2,45 euro per un pieno da 50 litri e di 2,94 euro per uno da 60 litri.
Lo sconto fiscale, tuttavia, non garantisce che il prezzo esposto alla pompa diminuisca esattamente della stessa cifra: il costo finale dipende anche dalle quotazioni internazionali del petrolio, dai costi di distribuzione e dall’andamento dei margini commerciali.
La copertura: 38,7 milioni di euro dall’Iva
La misura viene finanziata attraverso una quota di 38,7 milioni di euro del maggior gettito Iva registrato tra il primo e il 30 settembre 2026.
Il meccanismo rientra nel sistema delle cosiddette accise mobili: quando l’aumento del prezzo internazionale del petrolio, espresso in euro, determina maggiori entrate Iva rispetto alle previsioni, una parte di queste risorse può essere utilizzata per ridurre temporaneamente la tassazione sui carburanti.
L’obiettivo dichiarato dal decreto è compensare almeno in parte gli effetti dei rincari del greggio sui consumatori. Si tratta, però, di un intervento limitato nel tempo, che non modifica in maniera strutturale il livello della fiscalità sui carburanti.
Lo sconto riguarda il gasolio
Il nuovo decreto interviene specificamente sul gasolio usato come carburante. Non introduce, con questo provvedimento, una riduzione equivalente delle accise sulla benzina.
La scadenza è fissata al 7 novembre compreso. In assenza di un’ulteriore proroga, dall’8 novembre l’aliquota tornerà al livello precedente, con possibili ripercussioni sui prezzi alla pompa.
Intanto, sul fronte dei prezzi, Eni e Q8 hanno annunciato la proroga dei rispettivi meccanismi di contenimento dei prezzi fino alla fine del 2026. Si tratta di iniziative commerciali distinte dal taglio fiscale e con condizioni applicative proprie.
Un sollievo temporaneo per automobilisti e imprese
La riduzione delle accise offre un contenimento immediato, ma circoscritto, del costo del diesel. Per chi utilizza l’auto quotidianamente il beneficio sul singolo rifornimento resta limitato; per le imprese che consumano grandi quantità di carburante, invece, anche pochi centesimi al litro possono incidere sui costi complessivi.
Il problema resta quello della durata degli interventi: il taglio attuale copre appena undici giorni e non elimina l’esposizione di famiglie e attività produttive alle oscillazioni del mercato energetico.
Il nuovo sconto riapre così una questione che torna ciclicamente al centro del dibattito economico: come proteggere il potere d’acquisto e contenere i costi di trasporto senza affidarsi esclusivamente a misure temporanee.










