Ha tentato di togliersi la vita nel carcere di Poggioreale, dove era detenuto da alcune settimane con l’accusa di aver ucciso due donne a Pollena Trocchia. Protagonista della vicenda è Mario Landolfi, 49 anni, reo confesso del duplice femminicidio che nelle scorse settimane aveva sconvolto l’area vesuviana. L’uomo è stato salvato grazie al tempestivo intervento della Polizia Penitenziaria ed è ora ricoverato in un reparto protetto della struttura carceraria, sotto stretta sorveglianza.
Secondo le ricostruzioni emerse nelle ultime ore, Landolfi avrebbe tentato di impiccarsi utilizzando un lenzuolo all’interno della propria cella. Gli agenti si sono accorti in tempo di quanto stava accadendo e sono intervenuti evitando conseguenze irreparabili. Le sue condizioni di salute vengono definite buone e, dopo le cure del caso, il detenuto è stato trasferito in un altro reparto del carcere napoletano.
La notizia arriva mentre proseguono le indagini sul duplice omicidio di Sara Tkacz, 29 anni, e Lyuba Hlyva, 71 anni, trovate morte in un cantiere abbandonato di Pollena Trocchia. Gli investigatori ritengono che le due donne siano state uccise in due episodi distinti, ma con modalità molto simili. Landolfi aveva ammesso le proprie responsabilità durante gli interrogatori, sostenendo che i delitti sarebbero maturati dopo discussioni legate al pagamento di prestazioni sessuali. Una versione che però vacilla al cospetto delle notizie che continuano ad emergere e secondo le quali, Landolfi conosceva da tempo Lyuba e quest’ultima si guadagnava da vivere lavorando come collaboratrice domestica e badante.
A rendere ancora più delicato il quadro è il racconto fornito dalla moglie dell’uomo, che in un’intervista televisiva ha riferito di una presunta aggressione subita dal marito in carcere poco prima del tentativo di suicidio. Circostanze che dovranno essere verificate dagli organi competenti e che si inseriscono in una vicenda già al centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria.
Nel frattempo, la Procura continua ad approfondire ogni aspetto del caso. Gli inquirenti stanno verificando anche la possibilità che possano esserci ulteriori episodi riconducibili al 49enne, oltre ai due omicidi per i quali è già detenuto. Le indagini restano aperte e mirano a ricostruire con precisione gli ultimi movimenti delle vittime e i contatti avuti con Landolfi prima dei delitti.










