Una richiesta di denaro più alta rispetto alla cifra pattuita, una discussione degenerata e poi la violenza omicida. È questo lo scenario ricostruito dagli inquirenti sul duplice femminicidio, avvenuto sabato 16 e domenica 17 maggio, a Pollena Trocchia, comune dell’area vesuviana, dove sono state uccise Sara e Lyuba, due donne di 29 e 49 anni.
Per il delitto è stato arrestato e avrebbe confessato Mario Landolfi, ritenuto responsabile di una sequenza di violenze maturate nel giro di circa 24 ore e avvenute tra la zona industriale di Gianturco e uno stabile abbandonato in Viale Italia, a Pollena Trocchia.
Le vittime: due storie diverse, la stessa tragica fine
Le due donne sono state identificate grazie alle impronte digitali rilevate sull’auto dell’uomo, una Opel Corsa grigia utilizzata per gli spostamenti nelle ore precedenti ai delitti.
La prima vittima, Sara, nata nel 1997 a Santa Maria Capua Vetere, sarebbe stata avvicinata alla fermata dell’autobus in via Gianturco, area dell’orientale di Napoli dove la prostituzione è diffusa in modo evidente. Secondo la ricostruzione investigativa, la giovane avrebbe concordato un compenso di 100 euro, salvo poi chiedere 150 euro una volta giunta nello stabile abbandonato. La richiesta avrebbe scatenato una violenta colluttazione culminata nella tragedia.
La seconda vittima, Lyuba, cittadina ucraina classe 1977, sarebbe stata invece incontrata sempre nella stessa zona il giorno successivo. In questo caso la discussione sarebbe nata sulle modalità della prestazione: la donna avrebbe pensato di essere accompagnata in un albergo, chiedendo anche un importo aggiuntivo per la stanza. Accortasi invece che l’uomo intendeva consumare il rapporto in un edificio fatiscente, avrebbe reagito, graffiandolo e opponendo resistenza, prima di essere uccisa con modalità analoghe.
Le indagini: video, testimonianze e confessione
Determinanti per la ricostruzione dei fatti sarebbero state le immagini delle telecamere di videosorveglianza e le testimonianze raccolte nella zona di Gianturco. Alcuni testimoni avrebbero visto l’uomo allontanarsi con una delle vittime, mentre elementi successivi hanno permesso di collegarlo anche al secondo episodio.
Secondo quanto emerso, Sara sarebbe stata trovata in un edificio abbandonato con evidenti ferite al cranio. Prima della scomparsa era stata vista entrare nello stabile insieme all’uomo. Lyuba, invece, sarebbe stata trovata in un altro immobile in disuso, dove accanto al corpo sarebbe stata rinvenuta anche una parrucca, dettaglio ritenuto utile alle indagini.
Le due donne vivevano in condizioni di estrema vulnerabilità sociale, e secondo gli investigatori si prostituivano nella zona industriale di Gianturco, un’area già nota per fenomeni di marginalità e sfruttamento.
Dalla ricostruzione fornita dall’indagato emergerebbe un movente definito dagli inquirenti “futile”: la contestazione di un aumento della somma pattuita o di condizioni differenti rispetto a quelle inizialmente concordate. In entrambi i casi, la discussione sarebbe degenerata rapidamente fino alla violenza.











