C’è una terza donna che poteva essere la terza vittima di Mario Landolfi, il 48enne che la sera dello scorso 18 maggio ha ucciso due donne a Pollena Trocchia. Una donna che, per una serie di coincidenze e grazie al coraggio di una sconosciuta, oggi è viva e può raccontare ciò che le è accaduto.
Mentre la Procura di Nola continua a indagare sul duplice femminicidio di Sara e Lyuba, emergono infatti nuovi elementi che rafforzano il sospetto che Mario Landolfi potesse aver già tentato di colpire altre donne prima della sera in cui ha ucciso due donne nel giro di poche ore. Secondo quanto emerso dalle indagini, una cittadina nigeriana avrebbe denunciato di essere sfuggita pochi giorni prima a una violenta aggressione riconducibile allo stesso uomo.
In un’intervista rilasciata a La Repubblica, la donna ha raccontato di essere stata avvicinata da Landolfi e di aver vissuto momenti di autentico terrore. A salvarla sarebbe stato il gesto istintivo di una passante che, notando la situazione di pericolo, si sarebbe fermata con la propria automobile consentendole di allontanarsi e mettersi in salvo. Una decisione presa in pochi secondi che potrebbe averle salvato la vita.
La testimonianza assume oggi un peso enorme. Gli investigatori stanno infatti cercando di comprendere se il duplice femminicidio del 17 maggio rappresenti un episodio isolato oppure l’ultimo anello di una sequenza di aggressioni che avrebbe potuto provocare un bilancio ancora più drammatico.
Landolfi, 48 anni, ha confessato l’uccisione delle due donne ritrovate senza vita all’interno di un edificio abbandonato di Pollena Trocchia. Secondo la ricostruzione investigativa, le vittime sarebbero state attirate nello stesso luogo e successivamente scaraventate nel vuoto dopo una lite legata al pagamento della prestazione sessuale. Una versione che la magistratura sta comunque verificando attraverso ulteriori accertamenti, proprio perché stanno emergendo particolari che mettono in discussione alcuni aspetti del racconto fornito dall’indagato. Nel caso di Lyuba, ad esempio, diverse testimonianze raccolte dagli inquirenti e dalla trasmissione “Chi l’ha visto?” descrivono una donna che lavorava come badante e collaboratrice domestica, lontana dall’immagine inizialmente fornita dal killer reo confesso. Secondo quanto riferito alla trasmissione di rai Tre da alcune amiche di Lyuba, la donna conosceva Mario Landolfi da tempo e l’uomo le avrebbe anche manifestato la volontà di andare a convivere con lei.
La Procura di Nola continua a scavare nel passato di Landolfi per verificare l’esistenza di eventuali altre vittime o tentativi di aggressione. È un lavoro complesso ma necessario, perché la testimonianza della terza donna suggerisce uno scenario inquietante: se quel giorno nessuno si fosse fermato ad aiutarla, oggi il numero delle vittime potrebbe essere ancora più alto.










