A Napoli ci sono strade che, più di altre, tornano con frequenza nelle statistiche degli incidenti stradali. Non significa che siano automaticamente le strade con il maggior numero di morti: i dati ufficiali disponibili fotografano soprattutto la frequenza dei sinistri, mentre gli incidenti mortali vengono registrati senza una graduatoria pubblica aggiornata per singola arteria.
Il quadro, però, è sufficiente per individuare alcune delle strade sulle quali la sicurezza stradale rappresenta una criticità strutturale.
Secondo il report sull’incidentalità della Polizia Locale presentato in commissione Infrastrutture e Mobilità del Comune di Napoli, nel 2024 sono stati registrati 4.703 incidenti, 34 dei quali mortali. Nel 2023 gli incidenti erano stati 4.723, con 33 vittime.
Il dato ACI-Istat relativo al 2025, invece, registra nel territorio comunale 2.670 incidenti, 27 morti e 3.330 feriti. La differenza rispetto ai numeri del report della Polizia Locale dipende dalla diversa metodologia di rilevazione: i dati ACI-Istat riguardano gli incidenti con morti o feriti verbalizzati dalle forze di polizia, mentre il report comunale considera gli interventi della Polizia Locale.
Corso Garibaldi: il maggior numero di incidenti
È corso Garibaldi una delle arterie che emerge con maggiore evidenza.
Nel 2025, secondo i dati della Polizia Municipale, sono stati 72 gli incidenti registrati lungo il corso. Nel 2024 erano stati 68.
Il dato assume un peso ancora maggiore alla luce di quanto accaduto nel marzo 2026, quando due donne, Zhanna Rubakha e Oksana Kotlova, sono state investite e uccise proprio sul corso Garibaldi. L’incidente ha riacceso il dibattito sulla sicurezza dell’arteria, dove il limite è fissato a 30 chilometri orari.
Corso Vittorio Emanuele: 71 incidenti in un anno
Subito dopo corso Garibaldi c’è corso Vittorio Emanuele, con 71 incidenti nel 2025, contro i 65 del 2024.
Anche questa arteria è stata teatro di un incidente mortale nel marzo 2026: il docente di architettura Italo Ferraro è stato investito da uno scooter ed è morto dopo il trasporto all’ospedale Pellegrini.
Corso Garibaldi e corso Vittorio Emanuele, insieme, hanno fatto registrare 143 sinistri nel solo 2025, confermandosi le due strade con il maggior numero di incidenti secondo il report della Polizia Municipale.
Via Manzoni: una strada segnalata da anni
Tra le arterie considerate maggiormente esposte figura anche via Manzoni, che collega la zona collinare con Posillipo.
La strada era già indicata nel report della Polizia Locale tra quelle con la maggiore incidentalità e nel 2024 è stata teatro della morte di un ragazzo di 22 anni, caduto dalla moto e finito contro il marciapiede.
Nel 2026 via Manzoni e via Posillipo sono inoltre finite al centro di un incontro convocato dalla Prefettura dopo le segnalazioni dei residenti relative, tra le altre cose, a dissesti stradali, manutenzione dei marciapiedi e sosta irregolare. Il Comune ha riferito di interventi di ripristino del manto stradale e dei marciapiedi programmati nell’area.
Via delle Repubbliche Marinare e viale Kennedy
Nella fotografia delle arterie con maggiore incidentalità compaiono anche via delle Repubbliche Marinare, nella zona orientale della città, e viale Kennedy, a Fuorigrotta.
Sono entrambe inserite tra le strade sulle quali il Comune ha individuato la necessità di interventi prioritari: dalla segnaletica all’illuminazione, fino ai dispositivi per il controllo della velocità e a un maggiore presidio negli orari di traffico più intenso.
Il tema riguarda quindi zone molto diverse della città: dal centro alla collina, dalla zona orientale a Fuorigrotta.
Via Marina: una delle arterie dove la cronaca torna a raccontare vittime
C’è poi via Marina, che non compare nella stessa graduatoria delle cinque arterie con il maggior numero complessivo di incidenti citate dal report, ma che negli ultimi anni è stata ripetutamente teatro di incidenti gravi.
Nel settembre 2026 un ciclista di 64 anni è morto dopo essere stato investito da una moto mentre percorreva via Vespucci, nell’area di via Marina, nei pressi dell’ospedale Loreto Mare. Poche ore dopo, sulla carreggiata opposta, un’automobile è finita contro una palma.
Non è un episodio isolato. Nell’ottobre 2024 Valeria Vertaglio, 42 anni, era stata investita e uccisa da un’automobile in via Alessandro Volta, nell’area di via Marina, mentre rientrava dopo aver accompagnato i figli a scuola.
Nel 2026 le vittime sono già 14 a settembre
Il problema, però, va oltre le singole strade.
Il 10 settembre 2026 la Prefettura aveva già comunicato che, nei primi quattro mesi dell’anno, gli incidenti mortali rilevati dalla Polizia Locale erano stati cinque, contro i dieci dello stesso periodo del 2025. La Prefettura ha indicato alta velocità, distrazione, mancata precedenza, mancato rispetto della distanza di sicurezza e guida sotto l’effetto di alcol o droghe tra le cause più frequenti.
Nello stesso periodo, le vittime della strada a Napoli erano salite a 14 nel 2026. Tra gli ultimi casi c’erano la 24enne Rebecca Pepe, investita in viale Dohrn, e il 64enne morto in via Marina.
E pochi giorni dopo, il 21 settembre, un altro ciclista è morto dopo essere stato tamponato da un’automobile in via Mario Palermo, a Ponticelli.
Non basta parlare di “strade killer”
I numeri raccontano una realtà più complessa.
Una strada con molti incidenti non è necessariamente quella con più vittime e una strada con pochi sinistri può comunque registrare un incidente mortale.
Per questo parlare genericamente di “strade killer” rischia di semplificare un fenomeno che riguarda infrastrutture, velocità, comportamenti alla guida, attraversamenti pedonali, illuminazione e condizioni della carreggiata.
A Napoli sono già stati installati 91 attraversamenti pedonali rialzati, mentre altri 22 sono stati affidati e 16 risultano programmati in attesa di finanziamento. Secondo la Prefettura, nelle zone in cui sono stati installati si è registrata una sensibile riduzione dell’incidentalità.










