Napoli perde una delle sue voci più autorevoli nello studio della città. L’architetto, docente e saggista Italo Ferraro, 84 anni, è morto dopo essere stato investito da uno scooter mentre attraversava il Corso Vittorio Emanuele, nel cuore del capoluogo partenopeo.
L’impatto è avvenuto nella serata del 23 marzo, intorno alle 19:30. Ferraro stava attraversando la strada quando è stato travolto da uno scooter guidato da una giovane donna. Le sue condizioni sono apparse subito gravissime.
Trasportato d’urgenza all’ospedale Pellegrini, è morto poche ore dopo, all’alba del 24 marzo, a causa dei traumi riportati. Sulla dinamica indaga la Polizia Locale: il mezzo è stato sequestrato e la patente della conducente ritirata. Non mancano polemiche sui soccorsi, che secondo alcuni testimoni sarebbero arrivati con ritardo. La tragedia arriva a pochi giorni da altri gravi incidenti in città, riaccendendo il tema della sicurezza stradale a Napoli.
Ferraro non era solo un architetto, ma uno dei più importanti studiosi della struttura urbana di Napoli. Docente universitario alla Federico II, aveva dedicato la sua vita alla lettura storica e architettonica della città.
Considerato un punto di riferimento per generazioni di studenti e ricercatori, era autore di numerosi saggi e studi sull’evoluzione urbana partenopea.
Il suo lavoro più noto resta il progetto “Napoli. Atlante della città storica”, un’opera monumentale che analizza quartiere per quartiere la stratificazione urbanistica della città, restituendone identità, trasformazioni e memoria.
Un atlante non solo cartografico, ma culturale: Ferraro ha raccontato Napoli come organismo vivo, fatto di architetture, vicoli, palazzi e storie intrecciate nei secoli.
Attraverso i suoi studi, Ferraro ha contribuito a leggere e valorizzare il patrimonio architettonico napoletano, documentando edifici, quartieri e trasformazioni urbane.Molti palazzi storici della città, come il Palazzo D’Afflitto, il Palazzo Capece Zurlo o la Villa Fermariello, sono stati oggetto di analisi e catalogazione nei suoi volumi, diventando parte di un grande mosaico interpretativo della città.
La morte di Italo Ferraro rappresenta una perdita profonda non solo per il mondo accademico, ma per tutta la città. Con lui scompare uno “storico della forma urbana”, capace di leggere Napoli nelle sue pieghe più intime, restituendola a cittadini e studiosi con uno sguardo lucido e appassionato.
La sua eredità resta nelle pagine dei suoi libri e nell’Atlante che ha contribuito a costruire: uno strumento che continuerà a guidare chi vorrà comprendere davvero Napoli, oltre la superficie.











