Le assistenti all’autonomia e alla comunicazione annunciano l’avvio del servizio il 5 ottobre, ma denunciano una drastica riduzione delle ore previste dai PEI. «In due anni un alunno può perdere più della metà delle ore di supporto»
Il servizio dovrebbe ripartire il 5 ottobre, ma per le assistenti all’autonomia e alla comunicazione (ASACOM) che lavorano nelle scuole di Napoli l’avvio dell’anno scolastico arriva accompagnato da una denuncia sui tagli alle ore di assistenza destinate agli alunni con disabilità.
Le lavoratrici, impiegate attraverso cooperative affidatarie del servizio del Comune di Napoli, sostengono che quest’anno sia prevista una riduzione del 50% delle ore indicate nei PEI, che si aggiunge al taglio del 15% già applicato lo scorso anno.
Una situazione che, secondo le ASACOM, avrebbe conseguenze dirette sia sul diritto all’inclusione scolastica degli alunni sia sulle condizioni economiche delle lavoratrici. Il 17 settembre le assistenti hanno organizzato un sit-in davanti a Palazzo San Giacomo, insieme al sindacato, chiedendo risposte all’amministrazione.
Chiedono che la vicenda venga portata all’attenzione delle famiglie, molte delle quali, denunciano, non sarebbero ancora a conoscenza della riduzione delle ore.
La lettera delle assistenti ASACOM
Siamo assistenti all’autonomia e comunicazione (ASACOM), lavoriamo tramite cooperative in appalto con il Comune di Napoli nelle scuole di tutta la città.
Dopo anni di servizio presso gli istituti delle varie municipalità, ad oggi siamo ferme in attesa dell’avvio del servizio.
Durante l’incontro con la nostra cooperativa ci è stato comunicato che il servizio partirà il 5 ottobre, ma con un taglio del 50% delle ore previste dal PEI. Un taglio che si aggiunge a quello del 15% già applicato lo scorso anno.
Per far capire la gravità: un alunno che due anni fa aveva 18 ore di supporto, l’anno scorso con il -15% è passato a 15 ore, quest’anno con il -50% ne avrà solo 7. In due anni ha perso più della metà delle ore di diritto allo studio. Un alunno che ha 10 ore, ne avrà solo 5.
Questo lede il diritto allo studio e all’inclusione degli alunni con disabilità.
Per noi lavoratrici significa contratti da 9 euro lordi l’ora, pagate al 50% quando l’alunno è assente, e ora con metà ore uno stipendio impossibile per mantenere una famiglia.
Il 17 settembre siamo state in sit-in a Palazzo San Giacomo con il sindacato, senza ottenere risposte.
Chiediamo che la notizia venga diffusa perché molte famiglie non sono a conoscenza del taglio e non hanno i mezzi economici per affrontare un ricorso al TAR.
Chiediamo il ripristino delle ore previste dal GLO e il rispetto dei diritti dei bambini e della nostra dignità lavorativa.










