Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea la domanda di registrazione della nuova Indicazione Geografica Protetta. Il percorso coinvolge 22 Comuni di quattro province. Con il riconoscimento saliranno a cinque le IGP campane dedicate alla castagna
La Castagna del Partenio si avvicina al riconoscimento europeo. È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea la domanda di registrazione della denominazione come Indicazione Geografica Protetta (IGP), un passaggio decisivo nel lungo iter per ottenere la tutela europea.
Un risultato che rafforza il ruolo della Campania nella castanicoltura europea. La regione conta già quattro denominazioni IGP dedicate alla castagna: Castagna di Montella, Marrone di Roccadaspide, Marrone di Serino/Castagna di Serino e Castagna di Roccamonfina. Con il completamento dell’iter della Castagna del Partenio, le denominazioni campane salirebbero a cinque.
Il percorso è stato promosso dal Consorzio Distretto della Castagna e del Marrone della Campania, insieme al Comitato promotore, alle istituzioni, alle amministrazioni locali e agli operatori della filiera. Un passaggio importante era arrivato il 18 settembre 2025, con la pubblica audizione alla presenza del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e della Regione Campania.
Un territorio che attraversa quattro province
La futura IGP coinvolge un’area particolarmente ampia, composta da 22 Comuni distribuiti tra le province di Avellino, Benevento, Caserta e Napoli.
In provincia di Avellino rientrano Avella, Cervinara, Mercogliano, Monteforte Irpino, Mugnano del Cardinale, Ospedaletto d’Alpinolo, Pietrastornina, Quadrelle, Roccabascerana, Rotondi, Sant’Angelo a Scala, San Martino Valle Caudina, Sirignano, Sperone e Summonte.
Per il Beneventano sono coinvolti Arpaia, Arpaise, Forchia, Pannarano e Paolisi; in provincia di Caserta Arienzo, mentre nel Napoletano Roccarainola.
Territori diversi per collocazione amministrativa, ma accomunati da una lunga tradizione castanicola e da caratteristiche pedoclimatiche che contribuiscono a definire le peculiarità del prodotto.
Le caratteristiche della Castagna del Partenio
Tra gli elementi distintivi indicati nel disciplinare figurano la facile distaccabilità dell’episperma, la tessitura porosa e l’elevato grado zuccherino della polpa.
Caratteristiche che, secondo il progetto di valorizzazione, sono legate anche alle condizioni dei terreni dell’area, caratterizzati dalla presenza di potassio e dalla matrice vulcanica.
La storia della castanicoltura del Partenio affonda inoltre le proprie radici nel Medioevo. Un ruolo viene attribuito anche ai monaci benedettini dell’Abbazia di Montevergine, che contribuirono alla diffusione e alla selezione delle varietà locali.
Un progetto nato durante il Covid
Il percorso verso l’IGP è iniziato in uno dei periodi più difficili degli ultimi anni.
Il primo incontro operativo si tenne infatti all’inizio dell’emergenza Covid presso la sede del GAL Partenio. Da quella riunione prese forma un progetto destinato a svilupparsi negli anni attraverso attività tecniche e di sensibilizzazione, coinvolgendo progressivamente produttori, amministrazioni e operatori della filiera.
Un ruolo importante nella costruzione tecnica del dossier è stato svolto da Italo Santangelo, già funzionario della Regione Campania. Al suo fianco il Comitato promotore presieduto da Gerardo Marano, il Consiglio di amministrazione e la struttura del Distretto.
Uno degli aspetti più significativi del progetto è stato proprio il tentativo di costruire un’identità comune tra territori appartenenti a province differenti, superando i confini amministrativi.
L’obiettivo: l’80% dei castagneti sotto i marchi europei
Per il Consorzio Distretto della Castagna e del Marrone della Campania, la Castagna del Partenio rappresenta una tappa di una strategia più ampia.
L’obiettivo dichiarato è arrivare a portare l’80% dei castagneti campani sotto l’egida dei marchi europei di qualità, rafforzando la tutela delle produzioni e il valore riconosciuto ai produttori.
La sfida riguarda quindi non soltanto il riconoscimento della denominazione, ma anche la capacità di trasformare la tutela europea in uno strumento di valorizzazione economica dei territori, soprattutto delle aree interne.
Più riconoscibilità sui mercati, tutela della denominazione, promozione dei territori e rafforzamento della filiera sono gli obiettivi indicati per la fase successiva.
Dalla Campania all’Europa
Il progetto ha già superato i confini italiani. Nel settembre 2026, il dossier sulla castanicoltura campana e il percorso della Castagna del Partenio sono stati presentati in Portogallo, nell’ambito di Eurocastanea, come caso di studio italiano.
La pubblicazione della domanda sulla Gazzetta Ufficiale europea apre ora una nuova fase dell’iter.
Per il Distretto, dunque, la futura IGP non rappresenta soltanto il riconoscimento di una produzione locale, ma uno strumento per mettere in rete territori diversi e valorizzare un patrimonio agricolo e culturale comune.
La Castagna del Partenio punta così a diventare la quinta IGP campana dedicata alla castagna, rafforzando un patrimonio produttivo che lega agricoltura, paesaggio, tradizione e identità delle aree interne della Campania.










