Domani, venerdì 11 settembre, decine di aquiloni voleranno sulla spiaggia del Lido davanti al Palazzo del Cinema e all’Hotel Excelsior. L’iniziativa di Global Sumud Veneto e delle realtà pro-Palestina chiede anche alla Mostra di esporre la bandiera palestinese
Un cielo pieno di aquiloni per rompere il silenzio. È il gesto scelto da Global Sumud Veneto, insieme a gruppi, associazioni, attiviste e attivisti per la Palestina, per portare Gaza davanti al luogo simbolo del cinema internazionale.
Domani, venerdì 11 settembre alle 18.30, sulla spiaggia del Lido di Venezia, davanti al Palazzo del Cinema e all’Hotel Excelsior, decine di aquiloni voleranno nel cielo dando vita a quello che gli organizzatori definiscono un “muro di coscienza”.
L’iniziativa, intitolata “Palestine Frees Us All”, si inserisce nella mobilitazione che accompagna l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, in corso al Lido fino al 12 settembre.
Un muro che non divide, ma chiede di essere visto
Non mattoni, cemento o filo spinato. Questa volta il muro sarà fatto di aquiloni.
Un’immagine semplice, immediatamente riconoscibile, scelta per trasformare il cielo sopra il Lido in uno spazio di denuncia e memoria.
L’obiettivo degli organizzatori è richiamare l’attenzione sulla situazione a Gaza e, contemporaneamente, chiedere alla Mostra del Cinema di issare la bandiera palestinese accanto a quelle degli altri Paesi rappresentati dai film presenti nella selezione.
Una richiesta che assume un significato particolare nell’edizione di quest’anno, caratterizzata dalla presenza di opere che affrontano direttamente la realtà palestinese.
Tra queste c’è Naza, il documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor, presentato in concorso il 10 settembre. Il film nasce dalle inchieste del giornalista israeliano Abraham e affronta i sistemi utilizzati nelle operazioni militari israeliane a Gaza.
La presenza della Palestina alla Mostra passa inoltre da altri titoli, tra cui Citizen Osama di Ahmed Hassouna e Conversation With the Sea di Muayad Alayan, inseriti nelle sezioni della manifestazione.
Cinema, libertà e dissenso
La manifestazione di domani non sarà soltanto un’azione simbolica per Gaza.
Gli organizzatori la inseriscono infatti anche nella mobilitazione nazionale contro il DDL 1004, rivendicando il diritto alla libertà di espressione e contestando qualsiasi forma di censura.
Il messaggio è affidato a un’immagine che non ha bisogno di palchi né di grandi apparati: decine di aquiloni che si alzano davanti al Palazzo del Cinema, nel cuore di una manifestazione internazionale dedicata proprio alla forza delle immagini e alla libertà dei linguaggi.
È il cinema che incontra la politica. Ma è anche la politica che entra nello spazio del cinema attraverso la società civile, le associazioni e gli artisti.
E Venezia, da sempre luogo di incontro tra culture differenti, diventa ancora una volta uno dei palcoscenici del dibattito sui grandi conflitti contemporanei.
La Palestina entra nel cielo di Venezia
La richiesta della bandiera palestinese si accompagna dunque a una domanda più ampia: quanto spazio deve avere la realtà dentro un festival cinematografico?
Una domanda che quest’anno risuona con particolare forza al Lido.
La presenza di Naza ha già acceso il dibattito sulla guerra a Gaza e sul rapporto tra cinema, testimonianza e responsabilità politica. Il documentario è stato inserito in concorso a pochi giorni dall’avvio della Mostra e ha attirato l’attenzione internazionale proprio per il tema affrontato.
Domani, invece, non saranno gli schermi delle sale a raccontare Gaza.
Sarà il cielo.
Decine di aquiloni coloreranno lo spazio davanti al Palazzo del Cinema per trasformare un luogo consacrato alle immagini in un’immagine esso stesso: un messaggio affidato al vento, visibile da tutti e impossibile da chiudere dentro una sala.
Un gesto per non voltarsi dall’altra parte
“Palestine Frees Us All” nasce così come una protesta pacifica, ma anche come una richiesta di attenzione.
Perché dietro ogni simbolo esposto, ogni film proiettato, ogni scelta compiuta durante un festival internazionale esiste una domanda più grande: chi ha il diritto di essere visto, raccontato e ascoltato?
Domani, a Venezia, la risposta arriverà dal cielo.
Un muro di aquiloni davanti al Palazzo del Cinema. Per ricordare che anche quando le immagini vengono oscurate, qualcuno può ancora scegliere di alzare lo sguardo.











