Il Governo ha annunciato un provvedimento per vietare burqa e niqab negli istituti scolastici. L’hijab, che lascia scoperto il volto, è un’altra cosa. Ecco le differenze e cosa prevede oggi la legge italiana
Burqa, niqab e hijab vengono spesso indicati genericamente come “veli islamici”, ma non sono la stessa cosa. Cambiano la parte del corpo coperta, la diffusione geografica e, soprattutto nel dibattito italiano di questi giorni, anche le conseguenze sul piano delle regole che riguardano il riconoscimento della persona.
La questione è tornata al centro dell’attenzione dopo l’annuncio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha dichiarato l’intenzione di introdurre un provvedimento con il divieto di burqa e niqab nelle scuole. Al momento, però, si tratta di un annuncio: non è ancora in vigore una nuova norma specifica che vieti questi indumenti negli istituti scolastici.
Hijab: il volto rimane scoperto
L’hijab è il velo più conosciuto e quello che presenta la differenza più evidente rispetto a burqa e niqab.
Nella sua forma più comune copre capelli, orecchie e collo, lasciando completamente scoperto il volto. Può essere indossato in diversi modi e con colori e tessuti differenti.
È importante quindi non confondere l’hijab con il velo integrale: chi indossa l’hijab rimane perfettamente identificabile perché il volto è visibile.
Nel dibattito politico e normativo italiano di questi giorni, l’hijab non è stato indicato tra gli indumenti oggetto del divieto annunciato dal Governo.
Niqab: resta visibile solo una parte del volto
Il niqab copre il capo e il corpo e lascia scoperti principalmente gli occhi, attraverso un’apertura all’altezza dello sguardo.
È quindi diverso dall’hijab perché impedisce di vedere gran parte del volto e pone una questione specifica rispetto all’identificazione della persona.
È proprio il niqab, insieme al burqa, a essere stato espressamente indicato nell’annuncio della presidente del Consiglio sul futuro provvedimento riguardante le scuole.
Burqa: il corpo e il volto sono completamente coperti
Il burqa rappresenta una forma ancora più integrale di copertura.
L’indumento copre corpo, testa e volto, mentre davanti agli occhi è presente una sorta di griglia o rete attraverso la quale la persona può vedere senza che il volto e gli occhi risultino normalmente visibili.
Il burqa è particolarmente associato all’Afghanistan e ad alcune aree dell’Asia meridionale. Non va però utilizzato come sinonimo generico di “velo islamico”: burqa, niqab e hijab sono capi differenti.
E il chador?
Un altro termine che può generare confusione è chador.
Si tratta di un ampio telo, tradizionalmente associato soprattutto all’Iran, che copre il corpo e la testa ma lascia scoperto il volto. Anche in questo caso, dunque, non siamo davanti a un velo integrale come il burqa.
Le differenze in sintesi
| Indumento | Cosa copre | Volto visibile? |
|---|---|---|
| Hijab | Capelli, collo e parte del corpo | Sì |
| Chador | Corpo e testa | Sì |
| Niqab | Testa e corpo | Solo gli occhi |
| Burqa | Corpo, testa e volto | No, resta una griglia davanti agli occhi |
Cosa prevede oggi la legge italiana
La situazione va distinta dall’annuncio politico di questi giorni.
Al 21 settembre 2026, in Italia non esiste una legge che vieti espressamente burqa o niqab a scuola.
Esiste però una norma generale, l’articolo 5 della legge 152 del 1975, che vieta in luoghi pubblici o aperti al pubblico l’uso di caschi o altri mezzi che rendano difficoltoso il riconoscimento della persona, salvo un “giustificato motivo”.
La questione dei veli integrali è stata affrontata anche dalla giurisprudenza amministrativa. Secondo l’orientamento richiamato dal Consiglio di Stato, il motivo religioso o culturale può costituire un giustificato motivo; resta però la necessità di consentire l’identificazione della persona quando questa sia richiesta.
La norma, dunque, non equivale a un divieto generale del velo islamico.
Cosa potrebbe cambiare a scuola
È questo il punto che potrebbe cambiare nei prossimi mesi.
La presidente del Consiglio ha annunciato un provvedimento che dovrebbe introdurre il divieto di burqa e niqab negli istituti scolastici. L’annuncio riguarda quindi i veli che impediscono di vedere il volto e non l’hijab, che lascia scoperta la faccia.
Il tema era già stato portato all’attenzione del Parlamento. Nel marzo 2026 è stato presentato al Senato il disegno di legge S.1823, che propone modifiche alla legge del 1975 sul divieto di indumenti che impediscono l’identificazione e introduce anche una nuova fattispecie penale relativa alla costrizione all’occultamento del volto. Al 18 marzo il provvedimento risultava assegnato ma non ancora esaminato.
A luglio, inoltre, la Commissione Cultura della Camera aveva approvato una risoluzione che impegnava il Governo ad adottare iniziative, anche normative, sul riconoscimento della persona e sull’uso di indumenti che impediscano di identificarla negli ambienti scolastici.
Quindi l’hijab sarà vietato?
No, non sulla base dell’annuncio attuale.
La proposta annunciata riguarda burqa e niqab, cioè gli indumenti che coprono il volto. L’hijab, lasciando scoperta la faccia, presenta una situazione giuridica diversa e non è stato incluso nel divieto annunciato dalla presidente del Consiglio.
La differenza non è soltanto religiosa o culturale, ma anche giuridica: per burqa e niqab entra in gioco la possibilità di identificare la persona, mentre con l’hijab il volto rimane visibile.
Una distinzione necessaria
Il dibattito sul velo nelle scuole mette quindi insieme questioni differenti: libertà religiosa, identificazione della persona, autonomia individuale, integrazione e regole degli istituti scolastici.
Per questo è importante partire dai termini corretti.
Dire semplicemente “velo islamico” non basta: un hijab non copre il volto, un niqab lascia scoperti gli occhi, un burqa copre integralmente anche il volto.
E, soprattutto, bisogna distinguere ciò che è già legge da ciò che è stato annunciato: il divieto specifico di burqa e niqab a scuola è ancora un intervento normativo da approvare, non una regola già entrata in vigore.











