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Operaio morto a Caivano, trovato ferito in strada: lavorava sul tetto di un capannone

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
4 Ottobre, 2026
in Cronaca, In evidenza
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Operaio morto a Caivano, trovato ferito in strada: lavorava sul tetto di un capannone
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Salvatore Calignano, 61 anni, è morto all’Ospedale del Mare dopo essere stato trovato gravemente ferito in una strada isolata. La moglie riferisce che stava lavorando “in nero” per la posa di una guaina. La Procura di Napoli Nord indaga con i carabinieri

È morto dopo oltre un giorno di agonia Salvatore Calignano, operaio edile di 61 anni, originario di Orta di Atella. L’uomo era stato trovato gravemente ferito e privo di sensi in via Fossa del Lupo, a Caivano, una strada isolata della periferia, e soccorso dal 118 dopo una segnalazione.

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Una morte sulla quale restano ancora molti interrogativi e che potrebbe essere legata a un incidente sul lavoro. A ricostruire le ultime ore di vita del 61enne sono ora i carabinieri, coordinati dalla Procura di Napoli Nord.

La telefonata alla moglie: “Sto lavorando sul tetto”

Secondo quanto riferito dalla moglie, Carmela, 56 anni, al legale della famiglia, l’avvocato Francesco Petruzzi, venerdì intorno alle 13 Calignano l’aveva contattata telefonicamente.

Le avrebbe detto di trovarsi a Caivano, impegnato in lavori di manutenzione sul tetto di un capannone. In particolare, secondo il racconto della donna, stava effettuando la posa di una guaina isolante e lavorava “in nero”.

Un elemento che gli investigatori dovranno verificare insieme a tutti gli altri tasselli dell’inchiesta. Nei pressi del capannone indicato dalla moglie sarebbe stata infatti ritrovata anche l’automobile dell’operaio.

C’è però un altro elemento che potrebbe essere decisivo per ricostruire la dinamica.

“Sono caduto da una scala”

Quando i sanitari del 118 lo hanno raggiunto in via Fossa del Lupo, Calignano era gravemente ferito. Prima di perdere conoscenza avrebbe riferito ai soccorritori di essersi fatto male cadendo da una scala.

Il 61enne presentava lesioni compatibili con un grave politrauma. Dopo il primo ricovero è stato trasferito all’Ospedale del Mare di Napoli, dove è morto sabato 3 ottobre.

La circostanza riferita ai sanitari sembra rafforzare l’ipotesi di una caduta durante un’attività lavorativa, ma sarà l’inchiesta a stabilire se sia effettivamente andata così.

Sette ore da ricostruire

Uno degli interrogativi principali riguarda proprio il periodo compreso tra l’ultima telefonata alla famiglia e il ritrovamento dell’uomo.

Calignano era uscito di casa a Orta di Atella dicendo alla moglie e alle figlie che sarebbe andato al lavoro. È stato poi trovato, ferito e privo di sensi, a diversi chilometri di distanza dal luogo indicato come possibile cantiere.

A dare l’allarme al 118 sarebbe stato un passante che ha visto l’uomo a terra. Resta invece da chiarire chi abbia chiesto i soccorsi e cosa sia accaduto prima che Calignano venisse trovato in strada. Gli investigatori stanno lavorando anche per identificare la persona che ha effettuato la chiamata al 118.

La Procura ha disposto l’autopsia e il sequestro del cellulare della vittima. Gli accertamenti dovranno stabilire le cause esatte della morte, la compatibilità delle lesioni con una caduta e soprattutto dove sia realmente avvenuto l’eventuale incidente.

L’assunzione il giorno prima

Tra gli elementi che gli investigatori stanno verificando c’è anche la posizione lavorativa dell’operaio.

Secondo quanto riportato dalle ricostruzioni, dagli accertamenti sarebbe emersa un’assunzione regolare datata 1° ottobre, appena un giorno prima dell’incidente. La moglie, invece, ha riferito che il marito stava lavorando “in nero”.

Anche questo aspetto dovrà essere chiarito nell’ambito dell’inchiesta, insieme alle eventuali condizioni di sicurezza presenti nel luogo in cui Calignano avrebbe lavorato.

La moglie: “Se l’hanno abbandonato, voglio giustizia”

La famiglia adesso chiede soprattutto di conoscere la verità.

“Se è vero che me l’hanno abbandonato per strada voglio giustizia per mio marito, non meritava di essere trattato così”, ha detto Carmela, moglie della vittima.

L’ipotesi dell’incidente sul lavoro è al vaglio degli investigatori ma saranno autopsia, rilievi, testimonianze e accertamenti dei carabinieri a stabilire se quella caduta sia avvenuta realmente sul tetto del capannone e cosa sia accaduto nelle ore successive.

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