Aveva 27 anni, era originario del Punjab ed era arrivato in Italia nel 2024. Viveva a Volla con quattro connazionali e lavorava in un bar di Ponticelli. Sognava di diventare ingegnere, ma per mantenersi svolgeva lavori precari. Il 21 settembre è stato travolto mentre raggiungeva il posto di lavoro in bicicletta.
Era arrivato in Italia con un sogno e la speranza di costruirsi un futuro. Kumar Sandeep, 27 anni, originario del Punjab, in India, viveva a Volla insieme a quattro connazionali e lavorava in un bar di Ponticelli. Ogni giorno affrontava il tragitto tra il comune vesuviano e Napoli per raggiungere il posto di lavoro. La mattina del 21 settembre, però, quel viaggio si è trasformato nell’ultimo.
Kumar è morto dopo essere stato investito da un’automobile mentre pedalava lungo via Mario Palermo, la strada che collega Volla con la periferia orientale di Napoli. La sua storia restituisce il ritratto di un giovane immigrato alle prese con il lavoro precario, le difficoltà burocratiche e la lontananza dalla famiglia, ma deciso a non abbandonare il proprio progetto di vita.
Dal Punjab all’Italia, con il sogno di diventare ingegnere
Kumar era arrivato in Italia nel 2024, insieme a un gruppo di amici. Aveva lasciato il Punjab, regione dell’India, per cercare nuove opportunità e provare a costruirsi una vita lontano dal Paese d’origine.
Il suo sogno era diventare ingegnere. Aveva una passione per la matematica, ma le necessità quotidiane lo avevano portato a mettere da parte gli studi e a cercare un lavoro per mantenersi.
A Ponticelli aveva trovato un impiego in un bar, dove svolgeva mansioni da tuttofare: lavava, serviva caffè e colazioni. Il giovane lavorava in nero, con una paga minima e il permesso di soggiorno scaduto.
Una condizione di precarietà che non aveva cancellato le sue aspirazioni. Kumar continuava a lavorare, cercando di andare avanti e di mantenere vivo quel progetto che lo aveva spinto a lasciare l’India.
La bicicletta regalatagli da un amico
A Volla condivideva l’abitazione con quattro connazionali. Per raggiungere il bar a Ponticelli utilizzava una bicicletta che gli era stata regalata da un amico rientrato nel proprio Paese.
Quel mezzo gli consentiva di affrontare più facilmente il tragitto quotidiano. La bicicletta era diventata una parte essenziale della sua routine: gli permetteva di spostarsi da Volla verso il quartiere in cui lavorava. Proprio mentre percorreva quella strada, a pochi metri dalla sua destinazione, è avvenuto l’incidente che gli è costato la vita.
L’incidente in via Mario Palermo
L’incidente si è verificato la mattina di lunedì 21 settembre, intorno alle 7.50, in via Mario Palermo, sulla carreggiata che da Volla conduce verso via Argine, nei pressi dello svincolo per via Ravioncello.
Secondo una prima ricostruzione della Polizia Locale, un’automobile condotta da un uomo di 26 anni avrebbe tamponato la bicicletta di Kumar. L’impatto lo avrebbe sbalzato sul cofano della vettura e poi sull’asfalto.
Il conducente si è fermato per prestare soccorso. Gli operatori del 118 hanno tentato di rianimare il giovane per circa 40 minuti, ma le manovre non sono riuscite a salvargli la vita.
Gli agenti dell’Infortunistica stradale della Polizia Locale hanno effettuato i rilievi e avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica. I veicoli sono stati sequestrati, al conducente è stata ritirata la patente e gli è stato sequestrato il telefono cellulare per verificare se fosse utilizzato durante la guida. Sono stati inoltre disposti accertamenti per verificare un’eventuale condizione di alterazione. La salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria per l’esame autoptico. Le responsabilità dovranno essere chiarite sulla base degli esiti investigativi.
La famiglia lontana, in India
Kumar non era solo a Napoli. Sul luogo dell’incidente sono arrivati un cugino e alcuni amici con cui condivideva l’abitazione. La sua famiglia più stretta, invece, viveva in India: la madre, il padre e due sorelle.
La notizia della morte è stata comunicata ai familiari attraverso la comunità indiana presente nell’area metropolitana di Napoli. La Polizia Municipale si è attivata anche attraverso l’ambasciata indiana in Italia per le comunicazioni ufficiali e le procedure legate al rimpatrio della salma, dopo gli accertamenti medico-legali.
Volla, una comunità indiana in crescita
L’articolo di Repubblica descrive anche il contesto in cui Kumar viveva. A Volla risiede una comunità indiana che, secondo i dati riportati dalla testata, contava circa 70 cittadini indiani a gennaio 2026, rispetto ai 53 registrati nel 2021. Nel comune vesuviano rappresenta la seconda comunità straniera dopo quella ucraina.
Il sogno interrotto di Kumar
Kumar Sandeep aveva 27 anni. Era arrivato in Italia da due anni, lavorava in condizioni precarie e viveva lontano dai suoi affetti. Aveva lasciato in sospeso la passione per la matematica e il progetto di diventare ingegnere, ma continuava a cercare un modo per costruirsi un futuro.
La mattina del 21 settembre stava andando al lavoro in bicicletta. Non era un viaggio straordinario, ma un tragitto quotidiano, parte di una vita fatta di sacrifici e tentativi di ricominciare.
Kumar è morto a pochi metri dal bar in cui lavorava. Il suo sogno di diventare ingegnere si è fermato su via Mario Palermo, mentre cercava semplicemente di raggiungere il posto di lavoro.











