Previsto per oggi, giovedì 10 settembre il deposito della relazione dei periti nominati dal gip nell’incidente probatorio sui due cuori. Domani il Tribunale del Riesame dovrà esaminare la richiesta di proroga per consentire l’acquisizione e il riesame degli elementi relativi ai due medici indagati per falso
Il caso di Domenico Caliendo, il bambino di quasi due anni e mezzo morto il 21 febbraio scorso all’ospedale Monaldi di Napoli dopo il fallimento di un trapianto di cuore, arriva a un nuovo passaggio decisivo.
Era previsto per oggi il deposito della cosiddetta “super perizia”, la relazione conclusiva del collegio di esperti nominato dal gip di Napoli Mariano Sorrentino nell’ambito dell’incidente probatorio sui due cuori: quello malato di Domenico e quello del donatore arrivato da Bolzano e poi risultato danneggiato.
La relazione dovrà contribuire a fare chiarezza sulla catena di eventi che ha preceduto e seguito il trapianto eseguito il 23 dicembre 2025.
Due cuori al centro dell’inchiesta
L’incidente probatorio si è svolto presso il Policlinico di Bari, dove sono stati esaminati entrambi gli organi con la partecipazione dei periti nominati dal giudice e dei consulenti delle parti.
L’obiettivo degli accertamenti è ricostruire diversi momenti della vicenda: le condizioni di Domenico prima del trapianto, le modalità con cui venne effettuata l’operazione e, soprattutto, le condizioni del cuore arrivato da Bolzano, oltre alla gestione della fase successiva al trapianto fallito.
Il cuore del donatore, secondo quanto emerso nell’inchiesta, sarebbe arrivato a Napoli in condizioni non compatibili con il corretto svolgimento dell’intervento. Proprio la conservazione e il trasporto dell’organo rappresentano uno dei punti centrali degli accertamenti.
Domani l’udienza sulla proroga
Il calendario giudiziario prevede ora un altro passaggio importante.
Domani, 11 settembre, è infatti fissata l’udienza davanti al Tribunale del Riesame di Napoli relativa alla posizione dei due cardiochirurghi Guido Oppido ed Emma Bergonzoni, ai quali è contestato anche il reato di falso nella cartella clinica.
La richiesta è quella di ottenere una proroga che consenta l’acquisizione e il riesame degli elementi emersi nel frattempo, compresi gli esiti degli accertamenti tecnici.
Il deposito della super perizia potrebbe quindi assumere un peso rilevante anche nell’evoluzione del procedimento.
Il nodo della cartella clinica
Parallelamente all’indagine sulla morte del bambino, la Procura di Napoli ha contestato ai due medici anche il falso nella compilazione della cartella clinica.
Secondo l’accusa, dalle chat estratte dai telefoni di alcuni sanitari emergerebbero quattro diverse versioni del diario clinico relativo alla cardiectomia, l’intervento con cui venne rimosso il cuore malato di Domenico.
Le prime versioni, secondo la ricostruzione della Procura, non avrebbero indicato la contemporaneità tra l’inizio della cardiectomia e l’apertura del contenitore nel quale era custodito il cuore del donatore. Nelle versioni successive sarebbe invece comparsa una ricostruzione diversa della sequenza temporale.
Per gli inquirenti, quelle modifiche rappresenterebbero un progressivo aggiustamento della ricostruzione degli eventi. Si tratta, però, di una contestazione ancora nell’ambito di un procedimento penale e dovranno essere gli sviluppi giudiziari a stabilire eventuali responsabilità.
Due medici sospesi dalla professione
Il gip Mariano Sorrentino ha già applicato nei confronti di Guido Oppido ed Emma Bergonzoni una misura interdittiva per il reato di falso: dodici mesi di sospensione dalla professione per Oppido e sette mesi per Bergonzoni.
I due sono inoltre tra i sette sanitari indagati per omicidio colposo in concorso nell’inchiesta sulla morte di Domenico.
La difesa di Oppido ha contestato la ricostruzione alla base del provvedimento del gip, annunciando l’impugnazione della misura.
Nel frattempo, il lavoro dei periti è proseguito proprio per cercare di stabilire, sulla base di elementi scientifici e documentali, cosa sia accaduto in quelle ore decisive.
La domanda alla quale la perizia dovrà rispondere
La vicenda di Domenico non è soltanto una complessa indagine giudiziaria. È la storia di un bambino che aveva bisogno di un cuore nuovo e che è morto dopo un trapianto che avrebbe dovuto rappresentare una possibilità di vita.
Per questo la relazione tecnica attesa oggi assume un’importanza particolare.
La verità giudiziaria dovrà arrivare attraverso documenti, esami, testimonianze e accertamenti scientifici.










