Sfollati, sostegno alle famiglie e alle attività economiche, utilizzo dei fondi regionali e mobilitazione verso Roma: la Rete “Pozzuoli esiste ancora” scende in piazza in occasione del Consiglio comunale
«Servono risposte concrete e una città unita». È questo il messaggio che la Rete “Pozzuoli esiste ancora”porterà questa mattina davanti alla sede del Comune di Pozzuoli, in via Tito Livio, al Rione Toiano.
Il presidio è iniziato alle 8 di mercoledì 9 settembre, in concomitanza con la seduta del Consiglio comunale, e nasce dalla richiesta di affrontare senza ulteriori rinvii le principali emergenze che stanno vivendo la città e l’intera area dei Campi Flegrei.
Al centro della mobilitazione ci sono tre questioni: la condizione degli sfollati, il sostegno alle fasce più fragili, ai lavoratori e alle attività economiche e il coinvolgimento unitario delle istituzioni cittadine nella mobilitazione che la rete intende portare fino a Roma.
Sfollati, «servono prospettive per i prossimi mesi»
La prima emergenza riguarda le migliaia di persone che, dopo gli eventi sismici e i controlli di agibilità, sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni.
La Rete riconosce che molte delle misure necessarie dipendono dal Governo e dalle modifiche al quadro normativo nazionale, ma sottolinea anche il ruolo che Comune, Regione e Protezione Civile possono e devono svolgere nell’individuazione di soluzioni temporanee dignitose.
La domanda posta all’Amministrazione è precisa: a che punto è l’hub di via Artiaco? Quali sono i tempi previsti? Quali soluzioni sono state individuate per le persone attualmente ospitate al PalaTrincone?
«Gli sfollati hanno diritto non soltanto a un’assistenza nell’immediato – sostiene la Rete – ma a conoscere quale prospettiva viene loro offerta per i prossimi mesi».
Un tema diventato ancora più urgente alla luce dei numeri dell’emergenza. Nei giorni scorsi RaiNews riferiva di 3.881 sfollati e 1.580 famiglie costrette a lasciare la propria abitazione nell’area interessata dagli sgomberi.
E proprio ieri la Regione Campania ha annunciato un’ulteriore misura da 1 milione di euro destinata al Comune di Pozzuoli per il contributo di autonoma sistemazione, destinata anche a chi ha presentato domanda oltre l’8 agosto e rientra nella finestra prevista dal nuovo decreto.
I 7 milioni della Regione e il sostegno alla città
Il secondo fronte riguarda i 7 milioni di euro stanziati dalla Regione Campania per i Comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Napoli dopo lo sciame sismico del 31 luglio.
La legge regionale stabilisce che il 70% delle risorse venga ripartito in proporzione al numero degli sfollati, mentre il restante 30% viene distribuito in parti uguali tra i quattro Comuni. Le risorse possono essere utilizzate per la protezione civile, l’assistenza alla popolazione e il sostegno alle attività economiche e commerciali danneggiate.
La Rete chiede però che sulla destinazione delle somme venga aperto un confronto diretto con la città.
La proposta è quella di un percorso ispirato al bilancio partecipato, accompagnato dalla massima trasparenza e da un controllo pubblico sulla destinazione e sull’effettiva spesa delle risorse.
Le priorità indicate sono le persone più fragili, gli sfollati, le attività economiche che hanno dovuto chiudere o stanno registrando pesanti perdite e i lavoratori che hanno perso o rischiano di perdere il proprio reddito.
Una richiesta che arriva proprio mentre la Regione ha annunciato un nuovo pacchetto di 7,1 milioni di euro per l’area flegrea, destinato tra l’altro ai servizi sociali, all’assistenza sanitaria, ai trasporti, al porto di Pozzuoli e alla sicurezza del territorio.
TARI e occupazione di suolo pubblico: «Servono misure concrete»
Sul fronte delle attività economiche, la Rete torna inoltre a chiedere all’Amministrazione di dare seguito alle misure di alleggerimento dei tributi locali prospettate nei precedenti confronti.
In particolare, vengono richiamate TARI e canone per l’occupazione del suolo pubblico, attraverso possibili esenzioni, riduzioni o altre forme di agevolazione per le attività maggiormente colpite dalla crisi.
«Per chi ha dovuto chiudere o continua a lavorare registrando pesanti perdite di fatturato – sottolinea la Rete – anche i tributi e i costi locali rappresentano un peso che non può essere ignorato».
Da qui la richiesta di conoscere tempi e modalità attraverso cui eventuali misure di sostegno saranno trasformate in provvedimenti concreti.
«La battaglia per Pozzuoli deve diventare la battaglia dei Campi Flegrei»
Il terzo punto riguarda il ruolo delle istituzioni.
La Rete chiede al Sindaco, alla Giunta e all’intero Consiglio comunale, maggioranza e opposizione, di sostenere concretamente la mobilitazione verso Roma.
L’obiettivo è superare divisioni politiche e contrapposizioni e costruire una posizione comune.
«La battaglia per cambiare il decreto e ottenere ulteriori interventi – è il messaggio della Rete – non può appartenere a una parte, a un comitato o a una singola associazione: deve diventare la battaglia di Pozzuoli e dei Campi Flegrei».
L’appello è rivolto anche agli altri comitati, alle associazioni e alle realtà sociali e politiche del territorio.
Sul tavolo ci sono richieste precise: maggiori tutele per gli sfollati, sicurezza per le abitazioni, sostegno alle attività economiche e ai lavoratori e strumenti adeguati per consentire alle persone di continuare a vivere e costruire il proprio futuro nei Campi Flegrei.
Giovedì la mobilitazione arriva a Napoli
Il presidio davanti al Comune rappresenta dunque una tappa di una mobilitazione destinata a proseguire.
Giovedì 10 settembre, la Rete sarà a Napoli, in via Santa Lucia, per portare al Presidente della Repubblica le istanze degli sfollati e del territorio.
L’obiettivo dichiarato è quello di arrivare a Roma con una voce il più possibile unitaria.
«Pozzuoli deve riuscire a parlare con una voce sola», ribadisce la Rete.
Perché la strada verso Roma, nelle intenzioni dei promotori, non dovrà essere percorsa soltanto dai cittadini.
Dovranno percorrerla insieme cittadini, comitati, realtà sociali, forze politiche e istituzioni.
Con una richiesta semplice e difficile da ignorare: fare in modo che i disagi, i bisogni e le necessità dei Campi Flegrei diventino finalmente una priorità nazionale.










