«Stato di emergenza ora». È questo il messaggio che i cittadini di Pozzuoli vogliono portare mercoledì 9 settembre dentro e fuori dal Consiglio comunale.
A poco più di un mese dalla violenta scossa del 31 luglio, di magnitudo 4.7, la città continua a fare i conti con gli effetti del bradisismo. E per migliaia di persone l’emergenza non è finita quando è terminato il terremoto: continua ogni giorno, lontano da casa, tra sistemazioni provvisorie, sopralluoghi, attese e l’incertezza sul futuro.
I numeri raccontano meglio di qualsiasi slogan la dimensione della crisi. Al 2 settembre erano 4.217 i cittadini di Pozzuoli sfollati dopo la scossa del 31 luglio. Di questi, 3.392 avevano chiesto il contributo per l’autonoma sistemazione, 112 erano ospitati in albergo e 50 al Palatrincone. Altri 663 cittadini, pur risultando sfollati, non avevano richiesto assistenza. Nel frattempo 59 nuclei familiari avevano ottenuto il via libera al rientro nelle proprie abitazioni.
Sono numeri che spiegano perché la richiesta dello stato di emergenza sia diventata il punto centrale della mobilitazione degli sfollati.
«Mercoledì tutti al Consiglio comunale»
A lanciare la mobilitazione è il Comitato Emergenza Campi Flegrei, che invita cittadini e sfollati a partecipare alla seduta consiliare di mercoledì 9 settembre.
L’appuntamento è fissato alle 8.30, all’ingresso della sede del Consiglio comunale, con un presidio pacifico.
I cittadini porteranno cartelli con messaggi come «Stato di Emergenza Ora» e «I cittadini vogliono sicurezza».
L’obiettivo, spiegano dal Comitato, è semplice: essere presenti quando sindaco e consiglieri arriveranno in Comune.
«Vogliamo che ogni consigliere e il Sindaco incrocino i nostri occhi e leggano i nostri messaggi prima di entrare a registrarsi», spiegano i promotori.
Poi, alle 9.30, l’ingresso in aula per assistere al dibattito.
Nessuna protesta annunciata dentro il Consiglio, ma una presenza che vuole pesare sulle decisioni politiche.
«Dovranno votare sapendo che Pozzuoli li sta guardando», è il messaggio del Comitato.
La richiesta arriva in Consiglio
La seduta di mercoledì 9 settembre, convocata alle ore 9 nella sala consiliare “Nino Gentile” di via Tito Livio, avrà al centro proprio il bradisismo e la gestione dell’emergenza. È prevista anche l’audizione della direttrice dell’Osservatorio Vesuviano dell’INGV, Lucia Pappalardo, insieme al referente per il rischio vulcanico della Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei grandi rischi.
Tra i punti all’ordine del giorno c’è inoltre la presa d’atto della relazione dirigenziale e la richiesta dello stato di emergenza ed è proprio su questo passaggio che si concentra la mobilitazione dei cittadini.
Secondo il Comitato, infatti, esiste una relazione tecnica dello stesso Comune di Pozzuoli che evidenzierebbe la necessità di ricorrere allo stato di emergenza.
Una questione che ora dovrà essere affrontata pubblicamente in aula.
Una città che non vuole più aspettare
Nel frattempo le istituzioni hanno già messo in campo alcune misure.
La Regione Campania ha stanziato un milione di euro per le prime misure urgenti di assistenza alla popolazione di Pozzuoli, finanziando il Contributo di autonoma sistemazione e prevedendo anche l’accoglienza temporanea in strutture alberghiere attraverso l’accordo con Federalberghi.
Il Consiglio regionale ha inoltre approvato misure straordinarie per i Comuni colpiti dal sisma del 31 luglio, con 7 milioni di euro destinati a protezione civile, assistenza alla popolazione e sostegno alle attività economiche e commerciali danneggiate, ma per gli sfollati non basta, perché il problema non è soltanto dove dormire questa notte, ma sapere quando sarà possibile tornare a casa. È capire quali interventi saranno necessari sugli edifici. È avere risposte sulla sicurezza. È sapere con quali strumenti e con quali risorse verrà affrontata una crisi che non può essere considerata esaurita con la fine dello sciame sismico.
La Protezione civile ricorda che il terremoto del 31 luglio, con magnitudo 4.7, è stato il più forte registrato nell’attuale fase bradisismica. E alla fine di luglio il sollevamento del suolo al Rione Terra aveva raggiunto circa 167,5 centimetri, dei quali circa 30 centimetri dal gennaio 2025.
«Ci avete chiesto resilienza, noi vi chiediamo sicurezza»
La protesta degli sfollati non nasce dal desiderio di alimentare il caos, ma dalla necessità di essere ascoltati.
Già il 26 agosto circa 300 persone avevano sfilato per le strade di Pozzuoli chiedendo lo stato di emergenza. Sullo striscione del corteo compariva una frase che sintetizzava il sentimento di una parte della popolazione: «Non bastano i decreti ad scossam». La petizione per lo stato di emergenza aveva superato le 12mila firme.
Ora la protesta arriva davanti al Consiglio comunale, il prosismo mercoledì 9 settembre i cittadini saranno lì, perché chi è rimasto senza casa vuole almeno avere la certezza di non essere rimasto anche senza voce.










