Il fuoriclasse del Real Madrid nella bufera dopo un video diventato virale. Dongpeng e Mengniu interrompono le collaborazioni commerciali, mentre anche altre aziende prendono le distanze. Il francese: «Parole inopportune, ho profondo rispetto per il popolo cinese e la sua storia».
Una battuta su un meme diventata un caso internazionale, con conseguenze immediate sul piano commerciale. Kylian Mbappé, attaccante del Real Madrid e capitano della nazionale francese, ha perso importanti accordi pubblicitari in Cina dopo la diffusione di un video in cui sembra riferirsi a Mao Zedong come a un «dittatore cinese».
La reazione non si è fatta attendere. Martedì 27 ottobre, due grandi aziende cinesi, il produttore di bevande Dongpeng e il gruppo lattiero-caseario Mengniu, hanno annunciato l’interruzione delle collaborazioni con il calciatore. Nel frattempo, Mbappé ha diffuso un messaggio di scuse, riconoscendo l’inopportunità delle proprie parole e dichiarando il proprio rispetto per il popolo cinese e la sua storia.
Il video e il riferimento a Mao
La polemica è nata da una clip circolata sui social, tratta da un’intervista legata al programma online francese The Bridge. Rispondendo a una domanda sul meme più divertente che lo riguardava, Mbappé avrebbe descritto un’immagine in cui il suo volto era stato sovrapposto a quello di «un tizio, credo fosse un dittatore cinese».
Il riferimento apparente era a Mao Zedong, fondatore della Repubblica popolare cinese, morto nel 1976. Il meme mostrava il volto del calciatore sul corpo dell’ex leader, una delle numerose immagini ironiche che circolano in rete e che associano il fuoriclasse a personaggi storici.
La clip ha provocato un’ondata di critiche sulle piattaforme cinesi, dove i commenti sul leader rivoluzionario sono particolarmente sensibili. .
Gli sponsor interrompono i contratti
La prima presa di posizione è arrivata da Dongpeng, importante azienda cinese nel settore delle bevande energetiche e sportive. In un comunicato, il gruppo ha dichiarato di adottare una politica di tolleranza zero verso comportamenti ritenuti offensivi per i sentimenti nazionali, annunciando la cessazione immediata di ogni collaborazione con Mbappé.
Poco dopo è arrivata la decisione di Mengniu, uno dei maggiori produttori lattiero-caseari del Paese, che ha comunicato la fine dei rapporti commerciali con il calciatore con una motivazione analoga.
Il contraccolpo è significativo per un atleta che in Cina godeva di grande popolarità. Durante i Mondiali del 2026, le campagne pubblicitarie di Dongpeng avevano utilizzato anche immagini generate con l’intelligenza artificiale che mostravano il francese mentre beveva i prodotti del marchio.
Anche il produttore di formaggi Milkground avrebbe annunciato la fine della collaborazione. La piattaforma social cinese RedNote ha inoltre criticato le dichiarazioni e comunicato la rimozione dei materiali promozionali collegati al calciatore, precisando che la propria partnership di contenuti con lui era già terminata nel 2024.
Le scuse di Mbappé in tre lingue
Di fronte alle reazioni, il campione francese ha pubblicato un messaggio di scuse in francese, inglese e mandarino.
«Il mio commento è stato inopportuno e ora capisco che ha ferito molte persone in Cina e nelle comunità cinesi in tutto il mondo», ha dichiarato Mbappé, aggiungendo: «Mi scuso con tutti coloro che si sono sentiti offesi dalle mie parole. Non era assolutamente mia intenzione».
Il calciatore ha poi ribadito il proprio rispetto per il popolo cinese e per la sua storia, concludendo di essere «sinceramente dispiaciuto».
Le scuse sono arrivate mentre la vicenda dominava le tendenze sui social cinesi, con richieste di boicottaggio e inviti alle aziende a rimuovere le immagini del giocatore dalle confezioni e dalle campagne pubblicitarie.
Quando una battuta diventa un caso internazionale
Non è la prima volta che un personaggio dello sport subisce conseguenze commerciali per dichiarazioni considerate politicamente delicate in Cina. In un mercato in cui sponsorizzazioni e immagine pubblica hanno un peso rilevante, la reputazione può trasformarsi rapidamente in una questione economica.
Per Mbappé, le scuse rappresentano un tentativo di contenere le conseguenze di una frase pronunciata nel contesto di una conversazione sui meme, ma la decisione dei marchi di interrompere i rapporti dimostra che, almeno per ora, la polemica ha già superato i confini di una semplice controversia online.











