San Sebastiano al Vesuvio piange Salvatore Ferrara, docente di storia e filosofia e tra i fondatori del Festival della Filosofia in Magna Grecia. Il ricordo del liceo: «Ha insegnato a pensare con la propria testa e a essere liberi e curiosi».
Il mondo della scuola e della cultura vesuviana piange il professor Salvatore Ferrara, una delle figure che hanno contribuito a costruire la storia del liceo “Salvatore Di Giacomo” di San Sebastiano al Vesuvio. La notizia della sua scomparsa ha suscitato profondo dolore tra colleghi, ex studenti e amici, che oggi ne ricordano non soltanto la competenza professionale, ma soprattutto le qualità umane e la capacità di lasciare un segno nella vita di chi lo ha incontrato.
A restituire il valore del suo percorso sono le parole affidate al cordoglio della scuola, che lo ricorda come «una delle colonne che ha contribuito a costruire la storia di questo liceo».
«Oggi per tutti i suoi studenti di ieri, ex colleghi e amici è un giorno di immenso dolore», si legge nel post pubblicato sui canali social. «Se n’è andato, ma il vuoto che lascia è grande quanto l’amore e l’entusiasmo che ha saputo seminare in chi ha avuto la fortuna di conoscerlo».
Ferrara non è stato soltanto un professore di filosofia. Per tanti ragazzi è stato una guida, un punto di riferimento, una presenza capace di ascoltare senza giudicare e di riconoscere l’unicità di ogni studente. Il liceo ne ricorda la pazienza, i sorrisi, l’ironia e quella rara capacità di trasformare una lezione in un’occasione per guardare la realtà da una prospettiva diversa.
«Ha insegnato che la filosofia non è chiusa nei libri polverosi, ma è il modo in cui si può guardare il mondo, affrontare le paure e cercare la felicità», scrive la scuola. E ancora: «Ha insegnato, soprattutto, a pensare con la propria testa e a essere liberi e curiosi».
È forse in queste parole che si concentra l’eredità più profonda di un insegnante: non offrire risposte già confezionate, ma alimentare domande, stimolare la curiosità e aiutare i giovani a costruire un pensiero autonomo. Le sue lezioni, ricorda il liceo, riuscivano ad accendere l’interesse anche nelle mattine più difficili.
Il ricordo si allarga poi alla quotidianità condivisa con i colleghi, alle conversazioni nei corridoi, ai progetti e alle risate in sala professori. «Chi lo ha conosciuto ha perso un compagno di viaggio insostituibile, un amico leale, un uomo di una sensibilità e di un’ironia uniche», si legge nel messaggio.
Un legame che continua a vivere nella memoria di chi lo ha conosciuto e che la comunità scolastica immagina ancora presente, davanti alla cattedra o nei corridoi, intento a interrogare studenti e colleghi «sul senso delle cose con quel suo sguardo vivo e curioso».
Accanto all’attività didattica, Salvatore Ferrara è stato anche tra i fondatori del Festival della Filosofia in Magna Grecia, contribuendo a portare il pensiero filosofico oltre le aule scolastiche e a farne un’esperienza di confronto e crescita per le nuove generazioni.
La sua scomparsa lascia un vuoto nella comunità del liceo Di Giacomo e tra quanti hanno condiviso con lui un percorso umano e culturale, ma il messaggio della scuola affida il ricordo a ciò che resta: le idee trasmesse, la libertà di pensiero coltivata, la curiosità accesa e l’umanità dimostrata ogni giorno.
«Grazie di tutto, Prof. Hai lasciato un’impronta indelebile nelle vite di tanta gente. Il tuo viaggio continua nei pensieri e nei cuori di tutti i ragazzi e i colleghi che hanno avuto la fortuna di camminare al tuo fianco».











