Il Consiglio regionale della Campania ha approvato a maggioranza lo stanziamento per Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Napoli. Respinta invece la richiesta del centrodestra di chiedere formalmente al Governo la dichiarazione dello stato di emergenza. Nel testo anche la richiesta di sospendere tributi, mutui e finanziamenti per cittadini, imprese e professionisti colpiti.
Sette milioni di euro per affrontare l’emergenza nei Campi Flegrei, ma nessuna richiesta formale di dichiarazione dello stato di emergenza. È questo il risultato della seduta straordinaria del Consiglio regionale della Campania dedicata allo sciame sismico che ha colpito l’area flegrea il 31 luglio scorso.
L’Aula ha approvato a maggioranza la proposta di legge che destina 7 milioni di euro a Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e alle porzioni di Napoli comprese nell’area interessata dagli interventi. Le risorse arrivano dall’avanzo di amministrazione del Consiglio regionale e saranno utilizzate per fronteggiare le conseguenze del sisma, sostenere la popolazione e intervenire a favore delle attività economiche danneggiate.
Parallelamente, però, il Consiglio regionale ha respinto la risoluzione presentata dalle forze di opposizione di centrodestra che chiedeva al presidente della Regione Roberto Fico di sollecitare formalmente il Governo alla dichiarazione dello stato di emergenza per i Campi Flegrei.
Sette milioni distribuiti tra i quattro Comuni
Lo stanziamento rappresenta la principale misura concreta uscita dalla seduta.
Il provvedimento prevede che i 7 milioni siano destinati ai Comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Napoli, con risorse da utilizzare per le attività di protezione civile, l’assistenza alla popolazione e il sostegno alle attività economiche e commerciali colpite dalle conseguenze dello sciame sismico.
La distribuzione non sarà uguale per tutti. Il criterio stabilito prevede che il 70% dei fondi venga ripartito in proporzione al numero degli sfollati residenti nei quattro Comuni, sulla base dei dati ufficiali della Prefettura di Napoli. Il restante 30% sarà invece diviso in parti uguali, assegnando il 7,5% a ciascun Comune.
Una scelta che punta quindi a collegare una parte significativa delle risorse alla dimensione concreta dell’emergenza abitativa.
Non solo soldi: le richieste al Governo
La maggioranza ha inoltre approvato una risoluzione per chiedere di rafforzare e modificare il decreto-legge 144 del 2026, attualmente all’esame del Parlamento.
Tra le richieste figura la reintroduzione della sospensione di tributi, mutui e finanziamenti per cittadini, imprese e professionisti colpiti dall’emergenza.
Viene chiesto anche di aumentare i contributi destinati alle attività economiche e produttive danneggiate, introdurre un fondo di garanzia per facilitare l’accesso al credito e prevedere forme di sostegno alla locazione per gli sfollati che non risultino pienamente coperti dal contributo di autonoma sistemazione.
Sul tavolo anche la necessità di affrontare il problema delle difformità edilizie non strutturali, quando impediscono l’accesso ai contributi o la realizzazione degli interventi di messa in sicurezza.
Il nodo dello stato di emergenza
È però proprio sullo strumento da utilizzare per affrontare la crisi che si è consumato lo scontro politico più duro.
Il centrodestra aveva chiesto che la Regione facesse formalmente pressione sul Governo per ottenere la dichiarazione dello stato di emergenza. La proposta è stata bocciata dalla maggioranza.
Il tema non è soltanto politico. Nei Campi Flegrei migliaia di persone sono ancora fuori dalle proprie abitazioni e il territorio deve fare i conti con verifiche di stabilità, edifici inagibili, attività economiche in difficoltà e una popolazione costretta a convivere con un fenomeno bradisismico che non può essere affrontato soltanto nell’immediatezza delle scosse.
La maggioranza sostiene quindi la necessità di intervenire prima sul contenuto delle misure e di valutare successivamente, sulla base della loro adeguatezza, il ricorso agli ulteriori strumenti straordinari previsti dalla legge.
La richiesta di una legge speciale per i Campi Flegrei
Nel documento approvato dal Consiglio regionale trova spazio anche una richiesta destinata a riaccendere un dibattito già presente da tempo: quella di una legge speciale per i Campi Flegrei.
L’obiettivo indicato è costruire un quadro stabile che non si limiti a gestire le emergenze, ma affronti anche prevenzione, sicurezza degli edifici e delle infrastrutture, tutela ambientale, sostegno all’economia e coesione sociale.
Perché il problema dei Campi Flegrei non coincide con una singola scossa.
Il bradisismo è un fenomeno che richiede una strategia di lungo periodo e che costringe istituzioni e cittadini a confrontarsi con una condizione di rischio permanente.
«Non basta una cifra»
I 7 milioni rappresentano dunque una prima risposta, ma non possono essere considerati la soluzione dell’emergenza.
Lo stesso Partito Democratico, promotore della proposta, li definisce un punto di partenza, sottolineando che l’entità dei danni e il numero delle famiglie coinvolte richiedono un intervento nazionale molto più ampio.
Il passaggio successivo sarà quindi la conversione del decreto-legge 144 e la discussione sulle modifiche da introdurre.










