Assocasa denuncia segnalazioni di canoni raddoppiati o quadruplicati dopo il terremoto e gli sgomberi. Il sindacato degli inquilini chiede ai proprietari di ricorrere al canone concordato e ai Comuni di introdurre ulteriori agevolazioni. Intanto a Pozzuoli gli sfollati sono oltre duemila.
Dopo il terremoto arriva una nuova emergenza e questa volta non riguarda soltanto gli edifici danneggiati, le verifiche di stabilità o la paura di tornare a casa, ma cresce anche il problema degli affitti.
A lanciare l’allarme è Assocasa – Sindacato Inquilini, che denuncia segnalazioni di aumenti dei canoni che, in alcuni casi, sarebbero arrivati addirittura a raddoppiare o quadruplicare rispetto ai normali valori di mercato. Si tratta, precisa il sindacato, di segnalazioni che dovranno essere verificate, ma che se confermate delineerebbero una situazione particolarmente grave per le famiglie già costrette a lasciare le proprie abitazioni.
L’emergenza abitativa dopo il terremoto
La questione arriva in una fase drammatica per Pozzuoli e per l’intera area flegrea.
La forte scossa del 31 luglio, di magnitudo 4.7, ha provocato nuovi sgomberi e accelerato le verifiche sugli edifici. A Pozzuoli, secondo gli ultimi dati diffusi, sono oltre 2.100 le persone sfollate, appartenenti a più di 800 nuclei familiari, con centinaia di edifici interessati dai provvedimenti di sgombero o interdizione.
Molte famiglie hanno trovato una sistemazione autonoma, altre sono state accolte in strutture ricettive o nelle strutture messe a disposizione per l’emergenza, ma per chi deve cercare una casa sul mercato privato si apre un’altra difficoltà: trovare un’abitazione disponibile a un prezzo sostenibile. La domanda improvvisamente aumentata rischia infatti di tradursi in una pressione ulteriore sui prezzi.
Assocasa parla proprio di questo rischio: l’emergenza abitativa non può diventare un’occasione per aumentare indiscriminatamente i canoni a carico di persone che hanno perso temporaneamente la possibilità di vivere nella propria casa.
«Non trasformare la difficoltà in un’occasione di profitto»
Il sindacato degli inquilini precisa di non voler criminalizzare la proprietà privata né negare le normali dinamiche del mercat: quando una famiglia è costretta a lasciare la propria abitazione a causa di un terremoto, non si trova nella condizione di poter scegliere liberamente quando e dove cercare casa.
È una necessità e proprio questa necessità, secondo Assocasa, non deve trasformarsi in una leva per imporre affitti insostenibili.
Da qui l’appello rivolto ai proprietari degli immobili dell’area flegrea: mettere a disposizione le abitazioni attraverso contratti a canone concordato, una formula che consente di contenere il costo per gli inquilini offrendo contemporaneamente alcuni vantaggi fiscali ai proprietari, tra cui la possibilità della cedolare secca al 10% nei casi previsti.
L’appello ai Comuni
Assocasa chiama in causa anche le amministrazioni locali, l’appello è rivolto ai Comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, Napoli e agli altri enti interessati affinché introducano ulteriori agevolazioni per gli immobili concessi in locazione a canone concordato.
Secondo il sindacato, i Comuni dovrebbero utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per rendere più conveniente per i proprietari mettere gli alloggi sul mercato a condizioni sostenibili, andando oltre le agevolazioni fiscali già previste a livello nazionale.
La proposta è quella di costruire un patto straordinario per l’emergenza abitativa dei Campi Flegrei, coinvolgendo proprietari, amministrazioni comunali, Regione e Governo. L’obiettivo è aumentare rapidamente l’offerta di abitazioni destinate alle famiglie sfollate.
Un’emergenza dentro l’emergenza
Il problema della casa non nasce oggi.
Uno studio pubblicato a marzo 2026 aveva già evidenziato come la crisi bradisismica abbia avuto effetti significativi sul mercato immobiliare flegreo: mentre nelle aree maggiormente esposte al rischio sono diminuiti i prezzi delle abitazioni in vendita, gli affitti sono aumentati nell’intera area, con il rischio di accentuare le disuguaglianze abitative.
Il terremoto del 31 luglio ha però modificato ulteriormente lo scenario, facendo aumentare in maniera improvvisa la necessità di trovare alloggi disponibili e così una famiglia che ha già perso la propria casa rischia di trovarsi davanti a un secondo problema: non riuscire a permettersi quella temporanea.
È il paradosso denunciato da Assocasa: persone che hanno dovuto abbandonare la propria abitazione per motivi di sicurezza potrebbero essere costrette a scegliere tra sistemazioni precarie e affitti troppo elevati.
«Il diritto alla casa viene prima del profitto immediato»
Anche i parroci di Pozzuoli e la Caritas diocesana hanno rivolto un appello ai proprietari di appartamenti privati dell’area flegrea e dei comuni esterni alla zona rossa, chiedendo solidarietà e senso di responsabilità in questa fase di emergenza.
Il tema, dunque, non è soltanto economico, ma è soprattutto una questione sociale, perché ci sono numerose famiglie che hanno lasciato in fretta le proprie abitazioni, bambini che hanno cambiato temporaneamente vita, anziani costretti a spostarsi e persone che non sanno ancora quando potranno tornare a casa.
Assocasa chiede di costruire una risposta collettiva prima che il problema diventi ancora più grave.











