È una città che conta i danni, ma soprattutto le persone costrette a lasciare le proprie case. A meno di ventiquattr’ore dalla violenta scossa di magnitudo 4.7 che ha colpito i Campi Flegrei, Pozzuoli si risveglia con un bilancio sempre più pesante: 250 sfollati, 21 feriti, nove edifici dichiarati inagibili e tre strade interdette al traffico. Numeri destinati ad aumentare, mentre proseguono i sopralluoghi dei tecnici della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco e dei Comuni interessati.
Duecentocinquanta persone fuori casa
L’emergenza abitativa rappresenta la priorità delle istituzioni. Sono almeno 250 i cittadini costretti ad abbandonare le proprie abitazioni dopo che le verifiche hanno evidenziato lesioni strutturali tali da renderle temporaneamente inagibili.
Il dato, spiegano le autorità, è ancora provvisorio. Le ispezioni stanno infatti interessando decine di edifici e non si esclude che il numero degli sfollati possa crescere nelle prossime ore. Alcuni sindaci dell’area flegrea hanno già avvertito che il bilancio potrebbe aumentare sensibilmente con il completamento dei controlli.
Nove edifici inagibili e tre strade chiuse
Le verifiche effettuate finora hanno portato alla dichiarazione di inagibilità di nove fabbricati.
Particolarmente delicata anche la situazione della viabilità cittadina. A Pozzuoli sono state chiuse:
- via Ciliano;
- via Fasano;
- via Sacchini, dove il provvedimento è stato adottato per il rischio di crollo del campanile di una chiesa.
Le interdizioni resteranno in vigore fino al completamento delle verifiche strutturali e degli eventuali interventi di messa in sicurezza.
Ventuno feriti, due in condizioni più gravi
Il terremoto ha provocato 21 feriti.
La maggior parte ha riportato traumi dovuti alla caduta di calcinacci, vetri e materiali durante la fuga dalle abitazioni. Due persone sono state ricoverate in codice rosso, mentre gli altri hanno riportato lesioni di minore entità e sono stati assistiti tra l’ospedale di Pozzuoli e altre strutture sanitarie del territorio.
Lo sciame sismico continua
Alla scossa principale di magnitudo 4.7, la più intensa registrata nell’area flegrea dall’inizio del monitoraggio moderno, sono seguite numerose repliche.
L’Osservatorio Vesuviano ha registrato decine e decine di eventi sismici nelle ore successive, alcuni superiori a magnitudo 3, mantenendo alta la preoccupazione tra la popolazione, che in molti casi ha trascorso la notte all’aperto per paura di nuovi crolli.
Il salvataggio del cane rimasto nell’edificio inagibile
Tra le operazioni di soccorso si è verificato anche un episodio che ha restituito un momento di sollievo in una giornata segnata dalla paura.
I Carabinieri sono intervenuti per recuperare un cane rimasto all’interno di un edificio dichiarato inagibile dopo il terremoto. L’animale è stato raggiunto e tratto in salvo senza conseguenze, dopo che l’accesso all’immobile era stato vietato per motivi di sicurezza.
Un intervento che testimonia come, accanto all’assistenza alle persone, i soccorritori siano impegnati anche nel recupero degli animali rimasti intrappolati nelle abitazioni evacuate.
Prefettura e Protezione Civile al lavoro
La Prefettura di Napoli ha convocato il Centro Coordinamento Soccorsi per fare il punto sull’emergenza insieme al Dipartimento della Protezione Civile, ai sindaci dei Comuni interessati, ai Vigili del Fuoco, alle forze dell’ordine e ai tecnici impegnati nelle verifiche.
Le attività proseguiranno senza sosta nelle prossime ore con l’obiettivo di completare i controlli sugli edifici, assistere gli sfollati e monitorare l’evoluzione dello sciame sismico.
Una città sospesa tra paura e attesa
A Pozzuoli il terremoto non ha lasciato soltanto crepe nei muri. Ha riportato al centro della vita quotidiana la fragilità di un territorio che convive da anni con il fenomeno del bradisismo.
Le immagini delle facciate lesionate, delle strade chiuse, delle famiglie costrette a lasciare le proprie case e dei soccorritori impegnati nei controlli raccontano un’emergenza ancora in corso. Il bilancio resta provvisorio e l’attenzione rimane massima: ogni nuovo sopralluogo potrebbe modificare il numero degli edifici inagibili e delle persone che, almeno per ora, non possono rientrare nelle proprie abitazioni.









