Un arresto spettacolare all’aeroporto di Capodichino, un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia che sembrava aver individuato uno degli organizzatori dell’agguato e, dopo poche settimane, la decisione del Tribunale del Riesame che ribalta tutto: Raffaele Busiello, detto “Spighetto”, è tornato in libertà.
Il provvedimento rappresenta una svolta nell’inchiesta sull’omicidio di Salvatore De Marco, ucciso lo scorso 2 marzo a San Giovanni a Teduccio davanti alla moglie. Una decisione che non chiude il procedimento, ma che rimette in discussione l’impianto accusatorio costruito dalla Direzione distrettuale antimafia e dalla Squadra Mobile di Napoli.
Raffaele Busiello, conosciuto negli ambienti criminali con il soprannome di “Spighetto”, è ritenuto dagli investigatori vicino al clan D’Amico-Mazzarella, organizzazione egemone nell’area di San Giovanni a Teduccio. In particolare, Busiello viene indicato da alcuni collaboratori di giustizia come il braccio destro di Gesualdo Sartori, genero del boss Salvatore D’Amico. Secondo la ricostruzione della DDA, Busiello avrebbe ricoperto un ruolo operativo nell’omicidio di Salvatore De Marco, nipote del boss Ciro Rinaldi, boss dello storico gruppo criminale del rione Villa.
Per questo motivo, lo scorso 25 giugno, gli agenti della Squadra Mobile lo avevano arrestato direttamente a bordo dell’aereo appena atterrato a Capodichino, al ritorno da una vacanza a Ibiza. Un’operazione che aveva attirato grande attenzione mediatica proprio per le modalità dell’intervento.
Secondo la Procura antimafia, Busiello avrebbe partecipato alla pianificazione dell’agguato, effettuando sopralluoghi, individuando la vittima e mettendo a disposizione la Fiat Panda utilizzata dal commando. Sempre secondo l’accusa, dopo l’omicidio avrebbe recuperato uno dei componenti del gruppo di fuoco dopo l’abbandono dell’auto utilizzata per l’esecuzione.
I reati contestati sono concorso in omicidio, detenzione e porto illegale di arma da fuoco, aggravati dal metodo mafioso.
Determinante nelle indagini è stato anche un filmato registrato da una telecamera privata.
Le immagini immortalano l’intera esecuzione. Dal video si vede chiaramente il braccio del killer spuntare dai sedili posteriori della Panda utilizzata dal commando e fare fuoco contro Salvatore De Marco. Pochi istanti dopo, la moglie della vittima esce dal negozio nel quale si trovava, apre lo sportello dell’auto e tenta disperatamente di soccorrere il marito insieme ad alcuni passanti.
Il filmato, però, non consente di identificare gli autori materiali dell’omicidio. L’inquadratura laterale non mostra i volti dei killer e gli investigatori sono riusciti a ricostruire soltanto parte del tragitto dell’autovettura attraverso la targa e le immagini raccolte lungo il percorso.
L’auto utilizzata per il delitto era una Fiat Panda grigia, risultata rubata a una donna già nota alle forze dell’ordine per vicende legate allo spaccio di droga.
Secondo la ricostruzione investigativa, il veicolo sarebbe stato sottratto a San Giovanni a Teduccio e successivamente abbandonato nel rione Lotto O di Ponticelli, nei pressi dell’abitazione di una parente di Busiello. Proprio questo elemento, insieme all’analisi delle immagini di videosorveglianza, aveva portato la DDA a indicare “Spighetto” come uno degli organizzatori dell’agguato.
Secondo la difesa di Busiello, gli elementi raccolti non dimostrerebbero il collegamento tra l’indagato e la disponibilità della Panda, né la sua presenza nelle fasi preparatorie dell’omicidio.
Il Tribunale del Riesame ha accolto il ricorso, ritenendo insussistenti i gravi indizi di colpevolezza necessari a giustificare la misura cautelare in carcere, disponendo così l’immediata scarcerazione di Busiello.
La decisione del Riesame non equivale a una sentenza di assoluzione, ma rappresenta un duro colpo per l’inchiesta della Procura.
L’omicidio di Salvatore De Marco, consumato in pieno giorno davanti alla moglie, resta ancora senza responsabili individuati in via definitiva. Gli investigatori continuano a lavorare per identificare gli autori materiali e chiarire i ruoli di tutti i componenti del commando.
Sul territorio di Napoli Est, intanto, rimane alta la tensione tra i gruppi criminali riconducibili ai Rinaldi e all’alleanza D’Amico-Mazzarella, uno scenario che continua a destare forte preoccupazione per il rischio di nuove escalation di violenza.











