Scarcerazione clamorosa a Napoli est: a circa tre settimane dall’arresto eclatante di Raffaele Busiello alias “Spighetto”, ritenuto una delle figure apicali del clan D’Amico di San Giovanni a Teduccio il Tribunale del Riesame si è pronunciato a favore della scarcerazione del ras indicato dai collaboratori di giustizia come l’uomo di fiducia di Gesualdo Sartori, genio del boss Salvatore D’Amico alias ‘o pirata, ritenuto a capo dell’omonima organizzazione criminale.
Lo scorso 25 giugno Busiello era stato tratto in arresto dalla Polizia di Stato direttamente a bordo dell’aereo appena atterrato all’aeroporto di Capodichino, al rientro da una vacanza trascorsa a Ibiza con amici e familiari. L’ordinanza di custodia cautelare era stata emessa dal Gip di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.
Busiello è accusato di concorso nell’omicidio di Salvatore De Marco, il nipote del boss rivale Ciro Rinaldi, ucciso il 2 marzo 2026 a San Giovanni a Teduccio, detenzione e porto illegale di arma da fuoco; reati aggravati dal metodo mafioso.
Secondo la ricostruzione della DDA e della Squadra Mobile di Napoli, Busiello non sarebbe stato l’esecutore materiale degli spari, ma avrebbe avuto un ruolo determinante nella fase organizzativa del delitto. Gli investigatori gli contestano di aver partecipato ai sopralluoghi e alla ricerca della vittima, di essersi adoperato per procurare l’autovettura utilizzata dal commando e aver poi custodito il veicolo nei giorni precedenti all’agguato e di aver recuperato il conducente dell’auto dopo l’abbandono del mezzo utilizzato per l’omicidio. Le accuse si basano anche sull’analisi delle immagini di numerosi sistemi di videosorveglianza. Il Riesame non ha ritenuto sufficienti le accuse a carico di Busiello disponendone la scarcerazione.
L’immagine dell’arresto ha avuto particolare risonanza mediatica: gli agenti hanno atteso il rientro del volo da Ibiza e sono saliti a bordo appena l’aereo è atterrato, notificando a Busiello il provvedimento restrittivo senza dargli il tempo di lasciare l’aeroporto.
Il ritorno a San Giovanni a Teduccio di “spaghetto” è stato accolto da fuochi d’artificio, anche a Ponticelli, a riprova del solido legame che intercorre tra i clan che detengono il saldo controllo della periferia orientale di Napoli.
La vittima, Salvatore De Marco, 33 anni, venne assassinata il 2 marzo scorso in via Sorrento, a San Giovanni a Teduccio, mentre era in auto insieme alla moglie. Il giovane, estraneo alle dinamiche camorristiche, è stato ucciso per compiere una vendetta trasversale che si colloca nell’eterna faida di Napoli est tra i Mazzarella-D’Amico e i Rinaldi.











