Il GIP di Napoli ha accolto l’istanza della difesa. Ridimensionate nel corso dell’iter giudiziario le accuse inizialmente contestate
È stato scarcerato Vincenzo Caiazzo, coinvolto nel maxi procedimento giudiziario relativo al clan Licciardi. Questa mattina il GIP di Napoli, accogliendo l’istanza presentata dagli avvocati Luigi Senese e Lucia Boscaino, ha disposto la sostituzione della misura cautelare in carcere con gli arresti domiciliari presso una comunità terapeutica.
Caiazzo era stato coinvolto nel procedimento con accuse che comprendevano, tra le altre, il concorso nell’omicidio di Domenico Gargiulo, detto “Sicc e Penniell”, la partecipazione a un’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, la partecipazione ad associazione di tipo mafioso e diversi reati-fine aggravati dall’articolo 7.
Nel corso dell’iter giudiziario, tuttavia, la posizione di Caiazzo è stata progressivamente ridimensionata.
Già davanti al Tribunale del Riesame, la difesa aveva ottenuto l’annullamento della contestazione relativa al concorso nell’omicidio di Gargiulo. Successivamente, Caiazzo è stato assolto dall’accusa di partecipazione all’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, secondo quanto riferito dalla difesa.
Alla luce dell’evoluzione della posizione processuale, gli avvocati Senese e Boscaino hanno quindi presentato una nuova istanza per la sostituzione della misura cautelare.
Istanza accolta questa mattina dal GIP di Napoli, che ha disposto per Caiazzo gli arresti domiciliari in una comunità terapeutica, sostituendo così la precedente custodia cautelare in carcere con una misura meno afflittiva.
La decisione interviene nel quadro di un procedimento nel quale le contestazioni iniziali nei confronti dell’indagato hanno già subito modifiche nel corso dell’iter giudiziario.
La misura cautelare resta comunque distinta da una decisione definitiva sulla responsabilità per gli eventuali reati ancora contestati.











