Si avvicina una tappa cruciale nel lungo percorso giudiziario sull’omicidio del sindaco pescatore Angelo Vassallo. Il processo, che prenderà il via il 9 luglio davanti alla Corte d’Assise di Salerno, si preannuncia come uno dei più complessi degli ultimi anni: saranno infatti oltre 150 i testimoni chiamati a ricostruire gli ultimi giorni di vita del primo cittadino di Pollica, assassinato il 5 settembre 2010.
Secondo quanto riportato da Linea Mezzogiorno, è stato depositato l’elenco delle parti civili e dei testimoni che verranno ascoltati nel corso del dibattimento. L’obiettivo sarà fare luce non solo sulla dinamica del delitto, ma anche sul contesto in cui maturò l’omicidio e sulle numerose piste investigative percorse negli anni.
Tra le persone convocate figurano amici, collaboratori e investigatori che seguirono le prime fasi dell’inchiesta, oltre a professionisti che hanno avuto un ruolo nell’attività investigativa. Particolare rilievo assume la convocazione dell’attuale capo della Polizia, Vittorio Pisani, e del colonnello Fabio Cagnazzo, quest’ultimo già coinvolto in precedenti filoni investigativi e poi prosciolto. Sarà ascoltato anche il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, insieme ad altri magistrati e ufficiali che contribuirono alle indagini.
Nel processo saranno invece imputati Lazzaro Cioffi, Giuseppe Cipriano e Giovanni Cafiero, mentre le posizioni di altri indagati si sono concluse con l’assoluzione o il proscioglimento nelle precedenti fasi giudiziarie. Nella fattispecie, il colonnello Cagnazzo è stato prosciolto e l’ex collaboratore di giustizia Romolo Ridosso è stato assolto al termine del processo celebrato con il rito abbreviato.
L’istruttoria dibattimentale si annuncia particolarmente articolata. I giudici dovranno esaminare una mole significativa di testimonianze e documenti per ricostruire gli eventi che precedettero l’agguato costato la vita a Vassallo, sindaco simbolo della legalità e della tutela del territorio cilentano.
A quasi sedici anni dall’omicidio, il processo rappresenta un passaggio fondamentale nella ricerca della verità su uno dei delitti che più hanno segnato la storia recente della Campania. L’ampio numero di testimoni conferma la complessità di un’inchiesta che, nel corso degli anni, ha conosciuto svolte, archiviazioni, nuovi filoni investigativi e profonde revisioni delle ipotesi accusatorie.
Con l’apertura del dibattimento, la Corte sarà chiamata a valutare il vasto patrimonio probatorio raccolto dagli investigatori, nella speranza di arrivare a fare piena luce sulle responsabilità dell’omicidio del “sindaco pescatore”, diventato negli anni un simbolo dell’impegno civile e della lotta contro l’illegalità.










