Tra gli oltre 150 testimoni che saranno ascoltati nel processo per l’omicidio del sindaco di Pollica Angelo Vassallo, in programma dal 9 luglio davanti alla Corte d’Assise di Salerno, compare anche un nome di assoluto rilievo istituzionale: quello dell’attuale capo della Polizia, Vittorio Pisani. Una convocazione che ha attirato l’attenzione, ma che trova spiegazione nel ruolo ricoperto dall’alto dirigente all’epoca delle prime indagini sul delitto.
Il ruolo di Pisani nell’inchiesta
Nel settembre del 2010, quando Angelo Vassallo venne assassinato in un agguato, Vittorio Pisani era dirigente della Squadra Mobile di Napoli e partecipò alle attività investigative coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia e dalla Procura di Vallo della Lucania.
La sua testimonianza è stata richiesta per ricostruire alcune delle prime fasi dell’indagine, le piste investigative seguite dagli inquirenti e gli elementi raccolti nei giorni immediatamente successivi all’omicidio del “sindaco pescatore”.
Secondo quanto emerge dagli atti richiamati da Linea Mezzogiorno, Pisani dovrà riferire anche su alcuni sviluppi investigativi che, nel corso degli anni, sono stati oggetto di approfondimenti e successive rivalutazioni.
Il riferimento a Fabio Cagnazzo
La convocazione dell’attuale capo della Polizia è legata anche ai rapporti investigativi con il colonnello Fabio Cagnazzo, all’epoca comandante del reparto operativo dei Carabinieri di Castello di Cisterna.
Nell’articolo si ricorda che Pisani e Cagnazzo parteciparono ad alcune attività investigative nei giorni successivi al delitto, circostanza che rende rilevante la testimonianza del numero uno della Polizia per ricostruire il contesto delle indagini iniziali.
Lo stesso quotidiano evidenzia come alcune vicende emerse negli anni siano state successivamente archiviate o abbiano portato al proscioglimento di alcuni indagati, motivo per cui il contributo dei protagonisti delle prime investigazioni sarà valutato direttamente dalla Corte.
Un processo con oltre 150 testimoni
Quello che inizierà il 9 luglio sarà un dibattimento particolarmente complesso. Oltre 150 persone sono state inserite nelle liste testimoniali depositate dalle parti: investigatori, magistrati, consulenti, familiari e persone che ebbero contatti con Angelo Vassallo nei giorni precedenti al suo assassinio.
L’obiettivo della Corte d’Assise sarà ricostruire nel dettaglio le circostanze dell’omicidio e verificare il valore probatorio degli elementi raccolti nel corso di un’indagine che, in quasi sedici anni, ha conosciuto numerosi sviluppi, cambi di scenario e diverse ipotesi investigative.
La presenza di Vittorio Pisani tra i testimoni è quindi collegata al ruolo ricoperto nelle prime fasi investigative, quando contribuì agli accertamenti sul delitto che ancora oggi attende una definitiva verità processuale.










