Il Tribunale del Riesame di Bologna ha disposto l’immediata scarcerazione di Antonio Avitabile, arrestato lo scorso 10 giugno nell’ambito di una vasta inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna su un presunto sodalizio criminale dedito al traffico illecito di rifiuti speciali, al riciclaggio e all’emissione di fatture per operazioni inesistenti.
La decisione è arrivata nella mattinata di oggi, quando i giudici del Riesame hanno accolto le argomentazioni della difesa, rappresentata dagli avvocati Luigi Senese e Andrea Di Lorenzo, annullando l’ordinanza cautelare emessa nei confronti dell’indagato e ordinandone l’immediata liberazione.
L’inchiesta della DDA di Bologna
L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna e condotta dai Finanzieri del Comando Provinciale di Forlì-Cesena, aveva portato il 10 giugno all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sei persone ritenute, a vario titolo, componenti di un’organizzazione dedita al traffico illecito di rifiuti, al riciclaggio e all’utilizzo o emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Contestualmente era stato eseguito anche un decreto di sequestro preventivo per un valore complessivo superiore a 12,5 milioni di euro, somma ritenuta dagli investigatori il profitto delle presunte attività illecite.
Secondo l’impostazione accusatoria della Procura antimafia, Antonio Avitabile avrebbe ricoperto il ruolo di promotore e organizzatore dell’associazione.
Accolta la tesi della difesa
Il Tribunale del Riesame, esaminando il ricorso presentato dai legali dell’indagato, ha però ritenuto fondate le censure mosse all’impianto cautelare.
Gli avvocati Luigi Senese e Andrea Di Lorenzo hanno sostenuto l’insussistenza dei presupposti posti a fondamento della misura restrittiva, ottenendo l’annullamento dell’ordinanza e la conseguente scarcerazione del loro assistito.
Le motivazioni del provvedimento saranno depositate nelle prossime settimane e consentiranno di comprendere nel dettaglio le ragioni giuridiche che hanno portato il Riesame a superare il quadro accusatorio delineato nella fase delle indagini preliminari.
Il procedimento prosegue
La decisione del Tribunale del Riesame riguarda esclusivamente la misura cautelare e non definisce il merito del procedimento penale, che prosegue secondo i tempi dell’autorità giudiziaria competente.










