L’iter volto a far luce sull’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica, ucciso in un agguato di camorra il 5 settembre del 2010, continua a vivere nuovi sviluppi giudiziari. Dopo il proscioglimento deciso dal gup di Salerno nei confronti del colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, la Procura ha presentato appello contro la decisione, chiedendo alla Corte d’Appello di disporre il rinvio a giudizio dell’ufficiale dell’Arma. Una mossa che riapre di fatto uno dei filoni più delicati dell’inchiesta sul delitto del “sindaco pescatore”.
Il gup Giovanni Rossi, nelle scorse settimane, aveva stabilito il non luogo a procedere per Cagnazzo, ritenendo insufficienti gli elementi raccolti dalla Direzione distrettuale antimafia di Salerno. Nelle motivazioni, il giudice aveva evidenziato l’assenza di una “ragionevole previsione di condanna”, richiamando anche i principi introdotti dalla riforma Cartabia.
Secondo l’accusa, però, il quadro indiziario sarebbe ancora consistente e meriterebbe il vaglio dibattimentale. Per questo i pubblici ministeri hanno deciso di impugnare il proscioglimento davanti alla Corte d’Appello, avanzando una nuova richiesta di rinvio a giudizio nei confronti del colonnello. La Procura continua a sostenere che dietro l’omicidio Vassallo vi fossero interessi legati al traffico di droga nel Cilento e presunti intrecci tra criminalità organizzata e apparati deviati.
Fabio Cagnazzo era stato arrestato nel novembre 2024 con accuse gravissime: concorso nell’omicidio aggravato dal metodo mafioso e depistaggio. Dopo mesi di detenzione, però, le misure cautelari erano state annullate dalla Cassazione, che aveva evidenziato criticità nella valutazione degli indizi. Successivamente il gup aveva disposto il proscioglimento.
Il processo, comunque, prosegue per altri imputati. Sono stati rinviati a giudizio l’ex brigadiere dei carabinieri Lazzaro Cioffi e l’imprenditore Giuseppe Cipriano, mentre l’ex collaboratore di giustizia Romolo Ridosso ha scelto il rito abbreviato.
La vicenda continua a dividere opinione pubblica e mondo giudiziario. La famiglia Vassallo ribadisce da anni la necessità di arrivare alla verità completa sull’assassinio del sindaco simbolo della legalità nel Cilento, mentre la difesa del colonnello parla di accuse prive di riscontri concreti. A quasi sedici anni dal delitto, l’omicidio di Angelo Vassallo resta ancora uno dei misteri più controversi della cronaca italiana recente.








