Migliorano lentamente le condizioni della donna di 37 anni brutalmente aggredita dal padre a Forio d’Ischia, ma il quadro clinico resta ancora molto delicato. La paziente, ricoverata all’ospedale Anna Rizzoli dopo il violento pestaggio avvenuto in ambito familiare, ha lasciato il reparto di rianimazione dopo essere stata estubata nelle scorse ore. I medici, tuttavia, mantengono la prognosi riservata.
La donna era arrivata in ospedale in condizioni gravissime, con ferite multiple, lesioni interne e contusioni diffuse compatibili con un’aggressione di estrema violenza. Per salvarle la vita, l’équipe chirurgica guidata dal dottor Loffredo era stata costretta a sottoporla a un delicato intervento durante il quale è stata asportata parte del fegato.
L’episodio si è consumato nella tarda mattinata del 25 maggio in un’abitazione di via Spinesante, a Forio. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il padre della vittima, un tassista di 58 anni molto conosciuto sull’isola, avrebbe aggredito la figlia davanti alla madre della donna, colpendola con violenza fino a lasciarla esanime sul pavimento. A lanciare l’allarme sarebbero stati vicini e parenti, attirati dalle urla provenienti dall’abitazione.
Quando i militari sono intervenuti, nell’appartamento erano presenti tracce di sangue e la vittima mostrava evidenti fratture e lesioni al volto e al corpo. Il 58enne è stato fermato poco distante dall’abitazione e arrestato con l’accusa di tentato omicidio. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire il contesto familiare e verificare eventuali precedenti episodi di violenza domestica.
Secondo quanto emerso nelle ore successive, l’uomo avrebbe alle spalle problemi di dipendenza da sostanze stupefacenti e, più recentemente, dall’alcol. Un elemento che gli inquirenti stanno valutando nel quadro complessivo della vicenda.
L’aggressione ha profondamente colpito l’intera comunità isolana. Il sindaco di Forio, Stani Verde, ha parlato di “ferita dolorosa per la coscienza civile della comunità”, sottolineando come “nessuno possa permettersi silenzi, indifferenza o giustificazioni davanti a tanta brutalità”.











