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I tentacoli dei De Micco di Ponticelli sui comuni del vesuviano

Luciana Esposito di Luciana Esposito
5 Maggio, 2026
in Cronaca, In evidenza
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I tentacoli dei De Micco di Ponticelli sui comuni del vesuviano
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Non si celerebbe una lite per motivi di viabilità dietro l’aggressione andata in scena in piazza Amodio a Pollena Trocchia, lo scorso sabato sera. Un quarantaduenne ferito alla testa con un casco e una bottiglia da almeno due persone: una di queste è stata già individuata e denunciata. Si tratta di un trentottenne di Cercola, già noto alle forze dell’ordine, al pari della vittima.

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Proprio perché temono un’escalation di violenza, i cittadini si sono fatti avanti per ricostruire lo scenario criminale che tiene in ostaggio la loro serenità quotidiana tra le strade dei comuni vesuviani confinanti con Ponticelli e sui quali i De Micco, il clan che detiene il controllo degli affari illeciti nel quartiere, avrebbero apposto la loro bandiera.

A controllare gli affari illeciti nel comune di Pollena Trocchia, per conto e in nome dei De Micco, sarebbe un referente del clan, volto noto della malavita locale. Chiunque voglia aprire una piazza di droga o gestire altri business illeciti deve chiedere e ottenere la sua autorizzazione. Un ras che può contare sul supporto di alcuni gregari conosciuti e temuti, nella fattispecie, il gestore di una piazza di droga attiva 24 ore su 24 proprio in piazza Amodio e che insieme ad un altro soggetto sarebbe incaricato anche di setacciare quotidianamente le strade della cittadina, a caccia di cantieri e di attività commerciali da taglieggiare. Le ditte impegnate nello svolgimento di lavori di ristrutturazione o attività simili nella zona sono tenute a pagare una tangente al clan. In perenne aumento anche il numero delle attività commerciali costrette a versare una quota mensile al clan. Anche nei comuni del vesuviano, i De Micco avrebbero imposto la medesima politica che imperversa tra le strade di Ponticelli e che ha costretto diverse attività commerciali a calare definitivamente la serranda. Non si tratta più di riconoscere al clan le “tradizionali” tre quote annuali: a Natale, Pasqua e Ferragosto, i De Micco pretendono una quota fissa mensile. Anche tra le strade di Pollena Trocchia e San Sebastiano al Vesuvio starebbe andando in scena lo stesso copione con le stesse conseguenze: alcune attività commerciali hanno preferito chiudere piuttosto che sottostare al ricatto estorsivo del clan. Nel mirino della cosca anche i soggetti dediti alle truffe, alle evasioni fiscali e alle altre attività illecite: anche da loro il clan avrebbe preteso il pedaggio di una quota, mai inferiore ai mille euro mensili.

Forti della copertura di un clan che dispone di un vero e proprio esercito, i luogotenenti dei De Micco nei comuni del vesuviano stanno seminando paura e omertà per rifocillare le casse dell’organizzazione, esattamente come sta accadendo tra le strade del quartiere Ponticelli.

I gregari del luogotenente dei De Micco che controlla la zona di Pollena Trocchia, Sant’Anastasia e San Sebastiano al Vesuvio sono incaricati di individuare i soggetti da taglieggiare per poi invitarli a recarsi a casa del referente di zona. Un modello camorristico vecchio stampo e che mira a imporre ai civili, con atteggiamenti e toni intimidatori, di rispettare le imposizioni del ras, riconoscendogli quella forma di timore reverenziale che in passato veniva tributata ai “guappi” del paese, quelli che venivano salutati con il baciamano e lasciavano che fosse la moglie ad aprire la porta di casa e accogliere coloro che bussavano alla sua porta, allorquando lo scomodavano per chiedere favori o “grazie”.
Seppure i tempi siano radicalmente cambiati, anche sul fronte camorristico, la costola dei De Micco radicata nei comuni del vesuviano propone un format tra vecchio e nuovo, tra tradizione e innovazione che, fin qui, ha sortito l’effetto sperato: la paura di denunciare da parte delle vittime, ingenti somme di denaro incassate facendo leva sul legame con il clan che comanda a Ponticelli, un saldo e capillare controllo del territorio e degli affari illeciti della zona.

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