Diventa sempre più insostenibile la situazione che si respira tra le strade di Ponticelli, il quartiere della periferia orientale di Napoli attualmente sotto il controllo criminale del clan De Micco. Un’organizzazione che detiene un potere militare, capillare ed economico che gli consente di tenere sotto scacco le vite di migliaia di persone, stanche di vivere in un clima di dilagante e crescente terrore.
A pagare il prezzo più alto sono soprattutto gli imprenditori finiti nel mirino del clan e vittime di richieste estorsive sempre più onerose. Troppo spaventati dalle minacce indirizzate soprattutto ai loro familiari con metodi violenti e inquietanti, ma ormai anche troppo esasperati per restare in silenzio. E così, le vittime che da mesi subiscono i soprusi del clan, rompono il muro d’omertà e raccontano la drammatica realtà con la quale sono costretti a convivere.
Una realtà fatta di minacce, episodi inquietanti, violenze, frasi esplicite scandite senza remore e senza il minimo timore delle conseguenze. E ancora: inseguimenti in auto, incursioni sotto casa, senza risparmiare niente nemmeno a figli, fratelli, sorelle, genitori. Un incubo senza fine imposto per ottenere senza affanni il bottino preteso: soldi, tanti soldi. Sempre più soldi.
E se un tempo i clan si “accontentava” del consueto giro di Natale, Pasqua e Ferragosto, stando al racconto delle vittime, attualmente tra le strade del quartiere sta prendendo forma una politica che rischia di incidere pesantemente sull’economia locale, perché rappresenta una concreta minaccia per le aziende e le attività commerciali, già fortemente segnate dalla crisi globale e dal conseguente rincaro dei prezzi.
I cosiddetti “Bodo” non si accontentano del “regalo ai detenuti” da riscuotere tre volte all’anno: pretendono una quota fissa mensile. Un vero e proprio stipendio da riconoscere al clan, magari decurtando dal libro paga un lavoratore onesto. Una richiesta estorsiva di diverse migliaia di euro da riscuotere ogni mese: questo il prezzo da pagare per continuare a fare impresa a Ponticelli.
Una richiesta clamorosa e onerosa che matura in uno scenario incattivito dai recenti raid che hanno fortemente danneggiato diverse aziende che si erano rifiutate di piegarsi al ricatto estorsivo del clan. Una sequenza di episodi violenti e inquietanti che, unitamente alle minacce asfissianti e pressanti del clan, inducono le vittime a cedere, principalmente per preservare l’incolumità dei familiari più volte chiamati in causa dai gregari del clan, secondo i quali quella “rata mensile” rappresenterebbe il prezzo da pagare per preservarne l’incolumità.
Uno scenario inquietante che consegna l’immagine di un quartiere completamente forgiato a immagine e somiglianza delle velleità camorristiche di un clan che detiene saldamente il controllo del territorio. Una supremazia conquistata e consolidata da un’escalation di violenza che fin qui non ha ancora subito una decisiva battuta d’arresto: agguati, omicidi, pestaggi, raid incendiari, unitamente a una sfilza di azioni dimostrative volute per intimorire, minacciare, terrorizzare i cittadini, i commercianti, gli imprenditori, i reduci dei clan rivali e tutti coloro che intendono contrastare o contestare l’egemonia dei De Micco.










