Si è svolta oggi, venerdì 6 febbraio, l’udienza di convalida del fermo di Giuseppe Musella, il 28enne accusato dell’omicidio volontario aggravato della sorella Ylenia, la 22enne uccisa con una coltellata alla schiena al termine di una violenta lite domestica nell’appartamento in cui vivevano nel rione Conocal di Ponticelli.
Davanti al giudice per le indagini preliminari Maria Rosaria Aufieri, Musella ha confermato integralmente la versione dei fatti già resa ai poliziotti nelle ore successive al delitto. Il provvedimento di fermo gli era stato notificato poco dopo l’omicidio quando il giovane si è costituito, dopo essersi reso irreperibile per qualche ora.
Secondo quanto riferito dal suo legale, il 28enne ha ripercorso nel dettaglio quanto accaduto nel primo pomeriggio, alla presenza di una terza persona, una donna che abitualmente si occupava delle faccende domestiche e che avrebbe assistito alle fasi concitate della lite.
Il primo screzio sarebbe nato per motivi banali: Giuseppe stava riposando e sarebbe stato infastidito dalla sorella, al telefono. La situazione sarebbe poi degenerata quando il cagnolino di famiglia ha fatto i bisogni in casa. Stando al racconto dell’indagato, Ylenia, innervosita, avrebbe raggiunto il fratello intimandogli di pulire. La giovane avrebbe quindi raccolto i bisogni con uno straccio e, in un gesto di forte tensione, avrebbe strizzato lo straccio sul letto dove Giuseppe stava riposando.
Da lì la lite sarebbe esplosa. I due si sarebbero azzuffati e, sempre secondo la versione fornita dal 28enne, Ylenia avrebbe colpito il cagnolino, ferendolo a sangue, mentre l’animale guaiva dal dolore. A quel punto, dopo un breve parapiglia, Giuseppe avrebbe afferrato un coltello presente in casa e lo avrebbe lanciato contro la sorella, che stava tentando di allontanarsi, colpendola gravemente alla schiena.
Giuseppe, ancora a torso nudo, si sarebbe reso conto subito della gravità delle condizioni della sorella. Sarebbe accorsa anche la madre, che abita nella stessa palazzina, e insieme alla donna presente in casa avrebbero caricato Ylenia in auto, dirigendosi verso l’ospedale Villa Betania.
All’arrivo al pronto soccorso, però, i sanitari non hanno potuto fare altro che constatare il decesso della 22enne: il cuore non batteva più. Dopo l’arrivo in ospedale, Giuseppe si sarebbe allontanato in auto insieme ai soccorritori.
Musella ha poi fatto ritorno in Questura in nottata, poco prima della mezzanotte per confessare quanto accaduto.
Ora si attende la decisione del giudice Maria Rosaria Aufieri, chiamata a pronunciarsi sulla convalida del fermo e sulla misura cautelare da adottare nei confronti del 28enne, accusato di omicidio volontario aggravato. Nel frattempo, proseguono gli accertamenti investigativi e medico-legali per verificare la piena compatibilità della versione fornita dall’indagato con gli elementi oggettivi raccolti dagli inquirenti.









