Una nuova frana di vaste proporzioni sta colpendo in queste ore Niscemi, nel cuore della Sicilia, aggravando una già critica situazione idrogeologica nella regione. Il fenomeno, innescato dalle piogge intense e dal terreno già indebolito dagli eventi meteo precedenti, ha costretto le autorità a intervenire con misure di emergenza e a evacuare centinaia di persone.
Nel corso del pomeriggio di domenica 25 gennaio, il fronte franoso si è ampliato rapidamente nei pressi dei quartieri di Sante Croci, Belvedere e contrada Pirillo, provocando lesioni sull’asfalto e movimenti di terreno che hanno reso pericolosa la viabilità locale. In via precauzionale la Protezione civile regionale ha disposto l’evacuazione di circa 500 residenti dalle zone a rischio, accolti in centri di emergenza, tra cui il palasport “Pio La Torre”, dove sono stati allestiti spazi di accoglienza.
Le autorità comunali e regionali, insieme ai vigili del fuoco, ai tecnici del dipartimento di Protezione civile e alle forze dell’ordine, stanno monitorando costantemente la situazione per mantenere la sicurezza delle persone evacuate e coordinare gli interventi. Il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, ha parlato di un evento franoso drammatico che potrebbe portare al rischio isolamento del paese, dopo che le principali vie di collegamento sono state chiuse a causa degli smottamenti.
In alcune aree il fronte della frana si estende per diversi chilometri e ha già determinato la chiusura di arterie fondamentali come la strada provinciale 10 e la 12, rendendo difficili i collegamenti con altre città siciliane. Le autorità stanno cercando percorsi alternativi per evitare l’isolamento totale della cittadina.
La causa principale è il maltempo persistente, con piogge particolarmente intense che hanno saturato il terreno e accelerato il cedimento del versante. Questi fenomeni non sono isolati: una frana precedente aveva già colpito l’area lo scorso 16 gennaio, segnalando la fragilità geologica del territorio.
Il fenomeno idrogeologico a Niscemi si inserisce in un più ampio quadro di criticità nel Sud Italia, dove dissesto territoriale, cambio climatico e infrastrutture insufficienti aumentano la vulnerabilità delle comunità. Regioni come Calabria, Basilicata e Campania negli ultimi anni hanno già dovuto fronteggiare alluvioni, frane e smottamenti, spesso con gravi conseguenze per le persone e le economie locali.
L’emergenza a Niscemi è accompagnata da un allerta meteo gialla estesa anche ad altre regioni meridionali, con rischio idrogeologico e possibili ulteriori smottamenti previsti nei prossimi giorni. Questi fenomeni, collegati alle condizioni atmosferiche avverse, mettono sotto pressione sistemi di protezione civile, infrastrutture stradali e reti di comunicazione in vaste aree del Sud.
I disagi non si limitano alla Sicilia: in Liguria, sempre nella stessa giornata, una frana imponente ha invaso la Via Aurelia tra Arenzano e Genova, creando un’altra emergenza viaria e facendo scattare le ricerche di eventuali dispersi.
Le autorità regionali e nazionali stanno lavorando per valutare gli interventi di messa in sicurezza, sostenuti dalla Protezione civile e dai tecnici geologi. In Sicilia si parla anche della possibile dichiarazione dello stato di calamità naturale per attivare fondi straordinari a favore delle comunità colpite e per avviare piani di ricostruzione e prevenzione.











