L’estate deve ancora entrare davvero nel vivo, ma l’Italia è già nella morsa del caldo estremo. Il Ministero della Salute ha diramato un nuovo bollettino sulle ondate di calore: domani saranno 12 le città da bollino arancione, mentre giovedì 4 diverse città passeranno all’allerta rossa, il livello massimo di rischio per la salute.
Le temperature più elevate sono attese soprattutto a Firenze, Roma, Torino e Bologna, dove l’afa si farà sentire anche durante le ore notturne, trasformando le città in vere e proprie “camere calde” a cielo aperto. Non si tratta più soltanto di disagio estivo: il bollino rosso indica condizioni climatiche che possono avere effetti seri anche sulle persone sane, oltre che sugli anziani, sui bambini e sui soggetti fragili.
Secondo il bollettino del Ministero della Salute, le città che da mercoledì 27 giugno entreranno in fascia arancione saranno Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia e Viterbo. Giovedì, invece, l’emergenza è destinata ad aggravarsi con diverse città che raggiungeranno il livello 3 di allerta.
Il problema non riguarda soltanto il termometro. Le ondate di calore stanno diventando sempre più lunghe, frequenti e aggressive. Gli ospedali registrano già un aumento degli accessi ai pronto soccorso legati a disidratazione, malori e problemi respiratori, mentre cresce la preoccupazione per chi lavora all’aperto, dagli operai ai rider, costretti spesso a svolgere attività pesanti sotto temperature che sfiorano i 40 gradi.
E c’è un altro aspetto che colpisce: il caldo non è più percepito come un’emergenza straordinaria ma come una nuova normalità. Le città italiane, costruite spesso senza adeguati spazi verdi e con quartieri soffocati da cemento e asfalto, diventano trappole termiche dove respirare diventa difficile anche di notte. Firenze, Roma e Bologna registrano temperature sempre più vicine ai record storici, mentre Torino vive un’umidità che amplifica la percezione del calore.
Il Ministero della Salute invita a evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde, bere molta acqua, limitare gli sforzi fisici e prestare particolare attenzione alle persone più vulnerabili, ma ormai appare evidente che non basta più affrontare queste ondate come semplici “picchi estivi”. Il caldo estremo è diventato un tema sanitario, sociale e urbano.











