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Bruno Humberto Damiani: dalla vittima di depistaggio a parte civile nel processo Vassallo

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
17 Ottobre, 2025
in Cronaca
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Omicidio Vassallo: il legale del “Brasiliano” sollecita l’estradizione
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Bruno Humberto Damiani, noto come “Il Brasiliano”, è stato ammesso come parte civile nel processo per l’omicidio del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, ucciso il 5 settembre 2010. La decisione è stata presa dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Salerno, Giovanni Rossi, durante la seconda udienza del procedimento che vede quattro imputati accusati di depistaggio e favoreggiamento. 

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Nel corso delle indagini sull’omicidio Vassallo, Damiani fu inizialmente accusato di essere coinvolto nell’omicidio, seppure fin da subito risultò negativo all’esame dello stupe, ovvero il test del guanto di paraffina in grado id rilevare detriti di polvere da sparo nelle ore successive all’utilizzo di un’arma da fuoco. Ad insospettire gli inquirenti fu la partenza tempestiva di Damiani che – nato in Brasile – partì poche settimane dopo l’omicidio per tornare nella terra natia. Seppure il viaggio era stato pianificato da tempo, quel dettaglio, unitamente ad alcune immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza e manipolate da uno degli indagati, il colonnello Fabio Cagnazzo, hanno depistato per diversi anni gli inquirenti. Tant’è vero che le accuse relative al suo possibile coinvolgimento nell’omicidio Vassallo si rivelarono infondate, e Damiani fu prosciolto da ogni accusa. Tuttavia, il suo nome rimase associato al caso per anni, danneggiando gravemente la sua reputazione e la sua vita personale.

La sua ammissione come parte civile nel processo rappresenta un atto di rivendicazione nei confronti di chi, secondo le accuse, avrebbe orchestrato un depistaggio per coprire i veri responsabili dell’omicidio. Damiani ha chiesto un risarcimento danni al colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, uno degli imputati, accusato di aver indirizzato le indagini su di lui per occultare la verità. 

Oltre a Damiani, sono state ammesse come parti civili nel processo la Presidenza del Consiglio dei Ministri, i ministeri dell’Interno e della Giustizia, la Regione Campania, la Provincia di Salerno, l’ANCI, il Parco Nazionale del Cilento, il Comune di Pollica, il Partito Democratico campano, Libera, Avviso Pubblico, Polis e diversi familiari di Angelo Vassallo. La costituzione della Fondazione “Angelo Vassallo sindaco-pescatore” è stata esclusa, in quanto l’associazione è stata costituita dopo l’omicidio. 

L’udienza preliminare di oggi ha rappresentato un passo importante verso la ricerca della verità e della giustizia per Angelo Vassallo e per tutti coloro che sono stati coinvolti, direttamente o indirettamente, in questa tragica vicenda.

Il caso Vassallo continua a suscitare interesse e attenzione, non solo per le sue implicazioni giudiziarie, ma anche per le sue dimensioni morali e politiche.
La partecipazione di Damiani come parte civile evidenzia la complessità e le contraddizioni di un processo che ha visto vittime, accusati e accusatori intrecciarsi in un lungo e doloroso percorso di ricerca della verità.

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