Il docente di Diritto civile all’Università di Palermo, Luca Nivarra, ha suscitato grande indignazione con un post sui social in cui invitava gli utenti a “togliere l’amicizia su Facebook agli ebrei”, anche a quelli “buoni”. Nel messaggio, Nivarra spiegava: “Un segnale, per quanto modesto, potrebbe consistere nel ritirare l’amicizia … anche a quelli ‘buoni’, che si dichiarano disgustati da quello che sta facendo il governo di Israele e le IDF. Mentono … è una piccola, piccolissima cosa ma cominciamo a farli sentire soli, faccia a faccia con la mostruosità di cui sono complici.”
Il Rettore dell’Università di Palermo, Massimo Midiri, ha preso le distanze definendo l’iniziativa “personale, culturalmente pericolosa e lontana dai principi del nostro ateneo”. Ha evidenziato come l’università abbia già condannato con fermezza sia l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2024 sia l’azione militare israeliana a Gaza, promuovendo un approccio basato sul dialogo e non sull’isolamento.
La Ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha definito le affermazioni di Nivarra “parole offensive”, sottolineando che offendono non solo il popolo ebraico ma chiunque creda nei valori del rispetto e della convivenza civile. Ha ribadito che i conflitti si superano con il dialogo, non con l’isolamento, e ha elogiato la presa di distanza del rettore palermitano.
Nivarra ha cercato di difendersi, chiarendo che il suo post non aveva intenti antisemiti: “L’antisemitismo è il giudizio che gli ebrei siano malvagi in quanto tali; io criticavo il comportamento, ossia il silenzio di alcuni ebrei su Gaza.” Ha sostenuto che definire la sua proposta un atto antisemita è una “panzana” e ha espresso disappunto per il linciaggio mediatico che ha definito privo di “dibattito civile”.
La di Luca Nivarra ha acceso una forte polemica. Il suo invito, condiviso su Facebook, è stato immediatamente condannato sia dal rettore dell’Ateneo che dalla ministra Bernini, richiamando al valore del dialogo e del pluralismo. Nivarra, tuttavia, si dichiara frainteso, respingendo ogni accusa di antisemitismo e denunciando un clima mediatico ostile.











