Il Tribunale civile di Milano ha stabilito che la cognata di Alessandro Impagnatiello, ovvero la moglie del fratello Omar, deve risarcire la famiglia di Giulia Tramontano per un totale di circa 25.000 euro, comprensivi di 19.000 euro di risarcimento e 5.000 euro per spese legali.
Già due mesi dopo l’omicidio di Giulia, avvenuto il 27 maggio 2023 a Senago, Impagnatiello vendette la sua Volkswagen T-Roc – l’auto utilizzata per occultare e trasportare il corpo della compagna – alla cognata per 10.000 euro, pur avendo un valore stimato di circa 20.000 euro.
Secondo il giudice Francesco Pipicelli, questa operazione aveva lo scopo di minimizzare il patrimonio disponibile dell’imputato, così da impedirne l’utilizzo per i risarcimenti dovuti alla famiglia Tramontano, della quale Impagnatiello è stato condannato all’ergastolo.
In particolare, si legge nella sentenza che la vendita è avvenuta “tra parenti/affini, ben consapevoli delle ragioni risarcitorie … e della diminuzione della garanzia a favore di questi”.
I familiari di Giulia avevano promosso un’azione civile per ottenere la revocatoria della vendita dell’auto, puntando anche a evitare che il veicolo – che conteneva tracce ematiche – rimanesse in circolazione, considerando che la Procura aveva sequestrato solo il pianale posteriore dell’auto.
Dagli atti emerge anche che in ottobre del 2024 la cognata denunciò il furto dell’auto, ma l’assicurazione rifiutò il risarcimento per incongruenze nella dinamica dell’evento.
Il tribunale ha revocato la compravendita, condannando la donna a rifondere il valore reale dell’autoveicolo (circa 20.000 euro) più le spese legali per un totale di circa 25.000 euro.










