La Striscia di Gaza sta attraversando una crisi umanitaria gravissima, una delle peggiori degli ultimi decenni. Con oltre 2,1 milioni di abitanti, di cui più della metà sono bambini, la popolazione è vittima di una carestia dilagante e di un collasso del sistema sanitario che minacciano la sopravvivenza di migliaia di persone.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la mancanza di cibo è diventata drammatica. Oltre un terzo della popolazione di Gaza salta pasti da giorni, con un aumento significativo delle morti per malnutrizione, soprattutto tra i bambini sotto i cinque anni. Il blocco dei rifornimenti alimentari e dei carburanti, dovuto alle restrizioni al confine, ha paralizzato ospedali e servizi essenziali.
Nei giorni scorsi, l’esercito israeliano ha istituito una “pausa tattica” quotidiana per permettere l’ingresso di aiuti umanitari in alcune zone di Gaza, ma gli attacchi aerei non si sono interrotti, causando ulteriori vittime proprio tra chi aspettava gli aiuti. Le organizzazioni internazionali hanno scorte sufficienti per nutrire tutta la popolazione per mesi, ma le difficoltà logistiche e le restrizioni impediscono una distribuzione efficace.
Ospedali e centri sanitari sono ormai al limite. Molti di essi sono fuori servizio o funzionano a capacità ridotta, mentre mancano medicine e personale medico. Le continue interruzioni di corrente aggravano ulteriormente la situazione, rendendo impossibile fornire cure adeguate.
La comunità internazionale ha chiesto più volte un cessate il fuoco e la garanzia di accesso sicuro agli aiuti umanitari, ma la situazione rimane instabile. Le organizzazioni umanitarie esortano a un intervento urgente per evitare ulteriori sofferenze e per aprire la strada a una soluzione politica duratura.











