Un uomo di 77 anni affetto da gravi patologie pregresse, tra cui un trapianto cardiaco e insufficienza renale cronica, è deceduto all’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma. Si tratta della seconda vittima accertata del West Nile Virus (WNV) nel Lazio nel 2025.
Secondo i dati emersi, l‘uomo risiedeva in provincia di Latina ed era recentemente stato in vacanza a Baia Domizia, in provincia di Caserta, una zona già coinvolta da focolai del virus.
L’anziano fu ricoverato lo scorso 26 luglio all’istituto Spallanzani per febbre persistente, fino a 40 °C, e confusione mentale. È risultato positivo al virus nei test su plasma e urine il 28 luglio.
È deceduto alle 6:20, nonostante i tentativi dei medici, a causa delle complicanze aggravate dalle sue condizioni croniche.
Secondo l’ultimo bollettino regionale, nel Lazio sono stati confermati 44 casi di positività al WNV nel 2025: 41 nella provincia di Latina, due nella provincia di Roma e uno con probabile esposizione in provincia di Caserta.
Recentemente sono stati notificati 16 nuovi casi nell’area pontina, di cui quattro manifestazioni neurologiche e dodici febbrili. Le autorità sanitarie hanno intensificato le misure di sorveglianza e controllo del territorio, incluse campagne larvicide e adulticide nelle zone a rischio come Baia Domizia e aree umide limitrofe.
Il professore di Igiene Gianni Rezza ha sottolineato l’importanza di evitare allarmismi generalizzati ma di mantenere alta l’attenzione poiché, rispetto agli anni precedenti, i focolai si sono estesi alla Campania e al basso Lazio. Il virus si trasmette principalmente tramite la zanzara comune notturna (Culex), diffusa soprattutto in aree paludose, caditoie, stagni e ambienti friabili di zanzare.
Si tratta della seconda vittima del virus West Nile nel Lazio nel 2025, dopo la donna di 82 anni deceduta a Nerola il 20 luglio. Sebbene il numero totale dei casi non sia superiore rispetto agli anni precedenti, l’espansione geografica dei focolai richiede allerta e azioni preventive tempestive.
Le autorità sanitarie reclamano una vigilanza costante e coordinata sul territorio. In particolare, è fondamentale proteggere le fasce più fragili, informare la cittadinanza sull’uso di repellenti, zanzariere e sulla prevenzione nei luoghi a rischio.











