Dal 21 settembre cambiano le tariffe di numerose prestazioni sanitarie erogate dal Servizio sanitario nazionale. Il nuovo tariffario riguarda 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale e 222 codici dell’assistenza protesica. Ma attenzione: l’aumento della tariffa non significa automaticamente che il cittadino pagherà di più. Ecco cosa cambia davvero per visite ed esami.
La data da segnare è lunedì 21 settembre 2026.
Da quel giorno entrerà in vigore il nuovo Decreto Tariffe, frutto dell’intesa raggiunta tra Governo e Regioni lo scorso 23 luglio, che aggiorna gli importi riconosciuti dal Servizio sanitario nazionale per una parte delle prestazioni di specialistica ambulatoriale e di assistenza protesica.
Il provvedimento interessa 448 prestazioni specialistiche e 222 codici della protesica. Le variazioni sono differenziate: alcune tariffe aumentano, mentre molte altre restano invariate. L’incremento medio delle tariffe interessate dalla revisione è del 5,8%, ma oltre otto prestazioni su dieci non subiscono variazioni. E qui arriva la distinzione fondamentale: tariffa e ticket non sono la stessa cosa.
Il cittadino pagherà davvero di più?
Non necessariamente.
Il nuovo tariffario stabilisce soprattutto quanto il Servizio sanitario riconosce alle strutture pubbliche e private accreditate per l’erogazione delle prestazioni. Il ticket è invece la quota di compartecipazione alla spesa a carico dell’assistito non esente.
Il Ministero della Salute stabilisce che, per la specialistica ambulatoriale, il ticket corrisponde alla tariffa della prestazione fino al tetto massimo di 36,15 euro per ricetta, fatti salvi gli assistiti esenti.
Questo significa che un aumento della tariffa può tradursi in un aumento del ticket, ma non necessariamente nella stessa misura.
Le visite che aumentano
Tra le prestazioni interessate dal nuovo tariffario ci sono diverse prime visite specialistiche.
In base al confronto tra vecchie e nuove tariffe, questi sono alcuni degli importi:
| Prestazione | Prima | Dal 21 settembre | Differenza |
|---|---|---|---|
| Prima visita specialistica | 25,00 € | 26,00 € | +1,00 € |
| Prima visita oculistica | 25,80 € | 26,80 € | +1,00 € |
| Prima visita dermatologica/allergologica | 25,40 € | 26,40 € | +1,00 € |
| Prima visita otorinolaringoiatrica | 26,20 € | 27,20 € | +1,00 € |
| Prima visita odontostomatologica | 25,35 € | 26,40 € | +1,05 € |
| Prima visita cardiologica con ECG | 33,60 € | 38,00 € | +4,40 € |
Le cifre rappresentano le tariffe della prestazione, non necessariamente quanto il paziente pagherà allo sportello.
Nel caso della prima visita cardiologica con ECG, per esempio, la nuova tariffa arriva a 38 euro. Ma dove viene applicato il tetto di 36,15 euro per ricetta, il ticket del paziente non esente si fermerebbe a quella cifra: l’aumento effettivo sarebbe quindi di 2,55 euro rispetto ai precedenti 33,60 euro.
Esami: alcuni aumentano, molti restano uguali
Anche sul fronte della diagnostica gli aggiornamenti sono tutt’altro che uniformi.
Tra le variazioni indicate nel confronto delle tariffe:
- Elettrocardiogramma: da 11,60 a 12,05 euro;
- Spirometria semplice: da 24 a 24,90 euro;
- Prelievo di sangue venoso: da 3,80 a 4,30 euro;
- Agoaspirato della mammella: da 31,25 a 36,50 euro.
Anche in quest’ultimo caso il tetto del ticket può incidere sull’importo effettivamente pagato dal cittadino. Dove si applica il limite di 36,15 euro, per esempio, l’agoaspirato non comporterebbe un ticket superiore a quella cifra.
Le prestazioni che non cambiano
Il nuovo tariffario non significa che tutte le prestazioni subiranno un ritocco.
Restano, tra le altre, a 17,90 euro la visita specialistica di controllo, a 15,45 euro la radiografia del torace, a 37,80 eurol’ecografia dell’addome inferiore, a 30,95 euro l’ecografia ginecologica e a 31,50 euro la densitometria ossea lombare o femorale.
Non risultano modificati anche i principali esami di laboratorio, tra cui emocromo, glicemia, emoglobina glicata, colesterolo, trigliceridi, creatinina, TSH e VES. L’aggiornamento riguarda invece il prelievo venoso, che passa da 3,80 a 4,30 euro.
Il tetto dei 36,15 euro
È uno dei numeri più importanti da ricordare.
Per la specialistica ambulatoriale, il Ministero della Salute indica un tetto massimo di 36,15 euro per ricetta, salvo le specifiche disposizioni regionali e le esenzioni.
Questo meccanismo può fare una grande differenza.
Se una prestazione passa, per esempio, da 33,60 a 38 euro, il paziente non esente che si trova in un regime con tetto a 36,15 euro non pagherà 38 euro di ticket, ma al massimo 36,15.
Quando sulla stessa ricetta vengono prescritte più prestazioni della stessa branca specialistica, gli importi concorrono al raggiungimento del limite previsto.
Chi è esente non paga il ticket
Il nuovo tariffario non cancella le esenzioni.
Il Ministero della Salute ricorda che il ticket non è dovuto dagli assistiti che rientrano nelle condizioni previste dalla normativa. Le esenzioni possono riguardare, tra gli altri casi, particolari condizioni di reddito, determinate patologie croniche o rare, invalidità, gravidanza e alcuni programmi di diagnosi precoce.
Per questo motivo, prima di calcolare quanto si pagherà per una visita o un esame, è necessario considerare anche l’eventuale codice di esenzione riportato sulla ricetta.
Perché cambiano le tariffe?
Il nuovo intervento arriva dopo una lunga revisione del sistema tariffario della specialistica ambulatoriale e della protesica.
Il precedente aggiornamento nazionale era entrato in vigore alla fine del 2024, dopo decenni di tariffe rimaste ferme: il Ministero aveva spiegato che il nuovo nomenclatore serviva anche ad aggiornare gli importi e a garantire l’erogazione dei nuovi LEA in modo uniforme sul territorio nazionale.
Il nuovo decreto del 2026 interviene nuovamente sulle tariffe, con l’intesa Stato-Regioni del 23 luglio che ha fissato al 21 settembre 2026 l’entrata in vigore del nuovo regime. L’impatto complessivo stimato sulle finanze statali è di 210,7 milioni di euro l’anno, di cui 183,1 milioni per la specialistica ambulatoriale e 27,6 milioni per la protesica.
Cosa cambia dal 21 settembre
La regola più importante, quindi, è non parlare genericamente di «aumento dei ticket».
Dal 21 settembre cambiano le tariffe di una parte delle prestazioni, ma l’effetto sulla spesa del singolo cittadino varia in base alla prestazione, alla ricetta, al tetto applicabile e all’eventuale esenzione.
Per chi deve prenotare una visita o un esame, sarà quindi il codice della singola prestazione a determinare il nuovo importo.
Il nuovo tariffario cambia i numeri del sistema sanitario.
Non cambia, invece, la regola fondamentale: prima di guardare il prezzo della prestazione, bisogna capire quanto di quel prezzo ricade davvero sul paziente.










