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L’ultimo caldo è agli sgoccioli: da mercoledì 9 settembre piogge, temporali e calo delle temperature

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
7 Settembre, 2026
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L’ultimo caldo è agli sgoccioli: da mercoledì 9 settembre piogge, temporali e calo delle temperature

Dramatic sky over tranquil seascape at dusk generated by artificial intelligence

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Ancora due giorni di caldo, poi il cambio di scenario.

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L’estate 2026, già entrata nella storia climatica italiana come la più calda dal 1950 secondo il Cnr, si prepara a lasciare spazio a una fase decisamente più instabile. Da mercoledì 9 settembre una perturbazione di origine atlantica raggiungerà l’Italia, portando piogge, temporali e un sensibile abbassamento delle temperature.

Il passaggio dall’estate al primo assaggio d’autunno non sarà necessariamente tranquillo.

L’aria più fresca in quota incontrerà infatti quella calda e umida accumulata nei giorni scorsi. Una situazione che potrebbe favorire fenomeni temporaleschi anche intensi, grandinate e forti raffiche di vento.

È questo il nuovo rischio meteorologico sul quale si concentrano le attenzioni degli esperti.

Ancora caldo fino a martedì

Lunedì 7 e martedì 8 settembre saranno ancora giornate caratterizzate da temperature elevate per il periodo.

Secondo le previsioni, su diverse regioni italiane si potranno raggiungere 34-36°C, con valori particolarmente elevati soprattutto al Centro-Sud. Il caldo, dunque, non scomparirà improvvisamente: prima dell’arrivo della perturbazione ci saranno ancora 48 ore pienamente estive.

Già da martedì, tuttavia, compariranno i primi segnali del cambiamento.

Rovesci e temporali potranno interessare le zone alpine e alcuni settori appenninici, mentre al Nord l’instabilità aumenterà progressivamente.

È il primo segnale del cedimento dell’alta pressione che ha dominato la scena meteorologica nelle ultime settimane.

Mercoledì arriva la perturbazione atlantica

La svolta vera è attesa mercoledì 9 settembre.

Una perturbazione proveniente dall’Atlantico, associata a un’area di bassa pressione inizialmente diretta verso Gran Bretagna e Francia, raggiungerà l’Italia.

Il fronte interesserà inizialmente soprattutto il Nord, con piogge e temporali, per poi estendersi alle regioni centrali.

Secondo i meteorologi, il contrasto tra l’aria più fredda in quota e quella calda presente nei bassi strati dell’atmosfera potrebbe alimentare fenomeni localmente violenti.

Non sono quindi escluse grandinate e raffiche di vento, oltre a precipitazioni particolarmente intense.

È una situazione che dovrà essere seguita regione per regione, perché il passaggio di una perturbazione dopo una lunga fase calda può produrre fenomeni molto diversi anche a pochi chilometri di distanza.

Temperature in picchiata

Il cambiamento sarà evidente anche sui termometri.

Secondo le previsioni di iLMeteo, tra giovedì e venerdì il calo termico potrebbe raggiungere 6-8°C su gran parte dell’Italia, con massime che in molte zone scenderanno verso i 26-27°C.

Non significa che arriverà immediatamente il freddo.

Significa, però, che dopo settimane con temperature decisamente sopra la norma si tornerà verso valori più consoni alla seconda decade di settembre.

Una differenza che, dopo l’estate appena trascorsa, sarà percepita in modo particolarmente netto.

Giovedì il maltempo raggiunge la Campania

Il fronte perturbato si sposterà progressivamente verso il Centro-Sud.

Giovedì 10 settembre sono attese precipitazioni e temporali anche sulla Campania, oltre che sulle altre regioni tirreniche e su diverse zone del Mezzogiorno.

Per Napoli e il resto della Campania, dunque, il cambio di tempo dovrebbe diventare più evidente nella seconda parte della settimana.

Il passaggio potrebbe essere accompagnato da un calo delle temperature e da una maggiore instabilità.

Ma anche in questo caso la parola chiave sarà prudenza: non tanto per la semplice presenza della pioggia, quanto per la possibilità di fenomeni temporaleschi intensi.

Il rischio sono i fenomeni estremi

Dopo un’estate caratterizzata da temperature eccezionali, il problema non sarà soltanto dire addio al caldo.

Il vero interrogativo riguarda come arriverà la pioggia.

L’atmosfera contiene infatti una grande quantità di energia accumulata durante la lunga fase calda. Quando una massa d’aria più fredda in quota entra in contatto con aria calda e umida nei bassi strati, possono svilupparsi temporali particolarmente intensi.

Per questo gli esperti invitano a non considerare automaticamente la fine dell’ondata di calore come l’arrivo di un semplice peggioramento.

Potrebbero verificarsi rovesci molto intensi, grandinate, colpi di vento e locali nubifragi.

La situazione, naturalmente, dovrà essere valutata con maggiore precisione man mano che la perturbazione si avvicinerà.

Quanto durerà il cambiamento?

Secondo Bernardo Gozzini, direttore del Consorzio Lamma-Cnr, questa nuova fase potrebbe durare fino a metà settembre.

Ma è ancora troppo presto per dire che l’estate sia definitivamente archiviata.

Settembre, negli ultimi anni, ha spesso regalato temperature estive anche dopo l’equinozio.

Gli esperti non escludono quindi che, nella seconda parte del mese, possano tornare giornate calde e temperature superiori ai 30°C.

Quello che appare ormai vicino, però, è la fine di questa lunghissima fase di caldo persistente.

Dopo l’estate più calda, arriva la prima vera svolta

Il passaggio che sta per interessare l’Italia arriva al termine di un’estate che ha stabilito un record storico.

Secondo il Cnr, l’estate meteorologica 2026 è stata infatti la più calda in Italia dal 1950, con una temperatura media nazionale di 24,3°C, superiore anche al precedente record del 2003.

E proprio dopo un’estate così eccezionale, la perturbazione di metà settimana rappresenta qualcosa di più di un semplice cambio del tempo.

È il passaggio da una lunga fase dominata dall’anticiclone a una circolazione più dinamica.

Dalle giornate roventi ai temporali.

Dalle spiagge ancora affollate alle prime piogge.

Dal caldo fuori stagione a temperature più vicine alla normalità.

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