«Federico, vieni qui». Poi il silenzio, il vuoto, il suicidio, dopo aver ucciso l’ex compagna, Lorena Isceri.
Sono le immagini degli ultimi minuti di vita di Federico Vella, il 36enne che il 3 settembre ha ucciso l’ex compagna Lorena Isceri, 45 anni, gettandola dal viadotto dell’A1 a Barberino del Mugello, prima di lanciarsi a sua volta nel vuoto.
Un video, girato da un appartenente alle forze dell’ordine con un telefono di servizio e acquisito agli atti dell’inchiesta, restituisce la drammaticità di quei momenti. Per circa 40 minuti poliziotti e vigili del fuoco hanno cercato di convincere Vella a tornare oltre il guardrail.
Dall’altra parte del parapetto c’era un uomo che aveva appena compiuto un femminicidio.
Gli agenti, però, in quei primi istanti non conoscevano ancora tutta la verità. Sapevano che c’era una donna coinvolta nella vicenda, ma non che Lorena fosse già stata gettata nel vuoto.
La poliziotta si avvicina
Nel video si vede una giovane agente di 24 anni, instaurare un dialogo con Vella.
L’uomo è oltre il guardrail e ripete agli agenti di non avvicinarsi. I poliziotti provano a mantenere la calma, arretrano, cercano di guadagnare la sua fiducia.
«Fede, noi ci allontaniamo e tu vieni», gli dicono.
Poi è soprattutto la giovane poliziotta a tentare di convincerlo.
Negli ultimi minuti della trattativa l’agente si inginocchia. Cerca di parlare con lui, di rassicurarlo, di convincerlo a fare almeno un passo verso la strada.
«Ho chiamato la tua mamma, stai tranquillo», gli dice.
Un tentativo disperato di stabilire un contatto umano con un uomo che, pochi minuti prima, aveva compiuto un gesto irreversibile.
Quaranta minuti per provare a salvarlo
La trattativa va avanti per circa quaranta minuti.
Tre equipaggi della Polizia stradale di Pian del Voglio sono impegnati nel tentativo di evitare un secondo dramma.
Gli agenti gli chiedono di tornare sulla carreggiata. Vella risponde, si allontana, poi torna a parlare con loro. Le voci dei soccorritori si alternano alle sue.
«Vieni qui».
«Fai un passo dentro».
Ma l’uomo non accetta di essere avvicinato.
Intanto, mentre la trattativa continua, gli investigatori comprendono che Lorena non è più nel bagagliaio dell’auto.
La donna è già morta e la verità su quello che è accaduto emerge mentre gli agenti stanno ancora tentando di impedire un secondo salto nel vuoto.
La telefonata disperata di Lorena
Poco prima, Lorena era riuscita a chiedere aiuto.
Aggredita e rinchiusa nel bagagliaio della propria automobile, aveva utilizzato il telefono per contattare le forze dell’ordine. Una telefonata durata circa venti minuti aveva consentito alla polizia di localizzare il veicolo e di seguire gli spostamenti della donna.
Era una richiesta disperata di salvezza, ma quando gli agenti sono riusciti a intercettare Vella, la situazione è precipitata.
Secondo la ricostruzione investigativa, l’uomo avrebbe capito che Lorena aveva avuto modo di comunicare con l’esterno, l’avrebbe tirata fuori dal bagagliaio e poi l’avrebbe gettata dal viadotto. Subito dopo avrebbe scavalcato il guardrail.
Le domande ancora aperte
Il video della trattativa non racconta soltanto gli ultimi quaranta minuti di vita di Federico Vella.
Rende ancora più drammatiche le domande che gli investigatori stanno cercando di ricostruire.
Perché Vella aveva atteso Lorena nel garage?
Perché nella sua automobile sono state trovate fascette, forbici, un lenzuolo e nastro adesivo?
E quanto era stato pianificato prima di quel 3 settembre?
La Procura di Firenze sta valutando anche l’ipotesi della premeditazione. Gli investigatori hanno acquisito elementi che potrebbero indicare una preparazione dell’aggressione, mentre vengono ricostruiti anche i sopralluoghi che Vella avrebbe effettuato nei giorni precedenti.
La madre di Lorena ha raccontato che la figlia aveva paura di quell’uomo, ma che non aveva voluto denunciarlo perché temeva di danneggiarlo. Una frase che oggi pesa ancora di più, alla luce di ciò che è accaduto.
Una donna che prova a salvare una vita
Nel video c’è anche un’altra storia.
È quella di una giovane poliziotta che si inginocchia davanti a un uomo sul punto di suicidarsi e continua a parlargli.
Non sa ancora tutto, non può sapere come finirà quella trattativa, ma prova comunque a salvarlo.
«Ti sto chiedendo un favore».
Sono parole semplici, pronunciate in un momento nel quale ogni secondo può fare la differenza.
Poi Vella si lascia cadere nello stesso punto in cui, pochi minuti prima, aveva gettato nel vuoto Lorena.
Due vite spezzate. Una donna che aveva chiesto aiuto e un uomo che, dopo averle tolto la vita, si è suicidato, ma il femminicidio di Lorena Isceri resta al centro dell’inchiesta. E quel video, oggi, non è soltanto la registrazione di una trattativa fallita: è la testimonianza di quegli ultimi minuti successivi al femminicidio che hanno preceduto il suicidio di Vella.










