Le tende tornano nei cortili dell’Università Federico II. A Napoli gli studenti sono nuovamente scesi in mobilitazione contro il caro affitti e la difficoltà di trovare alloggi a prezzi accessibili, riportando al centro del dibattito il rapporto tra diritto allo studio e diritto all’abitare.
La protesta è partita oggi, 1 ottobre 2026, nel cortile della sede di Porta di Massa, dove i Collettivi Autorganizzati Universitari (CAU) hanno installato alcune tende per denunciare quella che definiscono una situazione abitativa sempre più difficile per gli studenti fuorisede.
La mobilitazione napoletana si inserisce in una protesta coordinata che coinvolge anche altri atenei italiani, tra cui quelli di Padova, Torino, Bologna, Parma e Firenze. La campagna lanciata dai CAU è denominata “Sfrattiamo i super ricchi”.
Le tende come simbolo di una questione che torna
Non è la prima volta che gli studenti napoletani scelgono le tende per portare all’attenzione pubblica il problema degli affitti.
Nel settembre 2023 una precedente mobilitazione aveva portato tende e trolley davanti alla Federico II. All’epoca gli studenti denunciavano la scarsità di alloggi e prezzi arrivati a 450-500 euro per una stanza, oltre alle utenze. Secondo i dati forniti allora dalle rappresentanze studentesche, erano oltre 3mila i beneficiari di borse di studio che avrebbero avuto diritto anche a un alloggio, a fronte di un’offerta insufficiente.
A distanza di tre anni, la protesta torna dunque a utilizzare lo stesso simbolo: una tenda nel cortile dell’università per rappresentare concretamente la difficoltà di trovare una casa.
Il nodo degli alloggi universitari
Il problema non riguarda soltanto il prezzo delle stanze sul mercato privato, ma anche la disponibilità di posti letto nelle strutture dedicate agli universitari.
Un documento del Comune di Napoli, che fotografa il fabbisogno abitativo universitario, indica per la provincia circa 33mila studenti fuori sede e un’offerta strutturata di circa 802 posti letto. Il fabbisogno individuato dal documento è di oltre 5.800 posti letto rispetto al parametro di copertura considerato.
La stessa analisi cita i dati relativi al mercato degli affitti: nel 2024 il prezzo medio a Napoli per una stanza singola era di 405 euro al mese, mentre per una doppia era di 271 euro. La domanda di stanze singole risultava inoltre in forte crescita rispetto all’anno precedente.
Sono numeri che aiutano a comprendere perché l’emergenza abitativa continui a essere una delle questioni più sensibili per chi arriva a Napoli da un’altra città per studiare.
Gli studenti: servono posti letto pubblici e affitti calmierati
Al centro della protesta ci sono precise richieste. I CAU chiedono posti letto a prezzi calmierati e con gestione pubblica, contestando il ricorso a modelli che prevedono il coinvolgimento di operatori privati.
Secondo gli studenti, le misure finora adottate non sarebbero sufficienti a risolvere il problema strutturale dell’accesso alla casa. Nel mirino finiscono anche le risorse destinate alla realizzazione di nuovi studentati attraverso i fondi del PNRR e il modello di partenariato pubblico-privato.
La loro posizione è che le risorse pubbliche debbano tradursi in un’offerta abitativa realmente accessibile e non in strutture i cui prezzi restino fuori dalla portata di una parte degli universitari.
La Federico II e i contributi per gli studenti fuori sede
Nel frattempo, l’Università degli Studi di Napoli Federico II prevede anche strumenti di sostegno economico per gli studenti fuori sede.
Per il 2026 l’Ateneo ha pubblicato un bando per contributi alle spese di locazione abitativa sostenute dagli studenti fuori sede, con domande che dovevano essere presentate entro il 5 agosto 2026.
Si tratta di una misura che interviene sul costo sostenuto dagli studenti, ma che non modifica il dato strutturale evidenziato dalla protesta: la disponibilità di alloggi a prezzi accessibili resta una questione centrale per una città universitaria come Napoli.
Anche l’ADISURC, l’Agenzia regionale per il diritto allo studio universitario della Campania, ha pubblicato per l’anno accademico 2026/2027 le procedure relative all’assegnazione degli alloggi. Sono 9.478 gli studenti che hanno partecipato al concorso borse di studio chiedendo anche l’assegnazione di un posto letto.
Il mercato degli affitti e la trasformazione della città
La protesta degli universitari si inserisce in una trasformazione più ampia del mercato immobiliare napoletano.
Già nel 2023 gli studenti collegavano la difficoltà di trovare stanze alla crescita delle locazioni turistiche e dei B&B.
Il tema oggi torna con una domanda precisa: quanto può essere sostenibile una città universitaria se chi viene a Napoli per studiare non riesce a trovare un alloggio a un prezzo compatibile con il proprio reddito familiare?
È questo il punto sul quale gli studenti chiedono una risposta politica e istituzionale.
La tenda, ancora una volta, non è soltanto il simbolo di una protesta. È la rappresentazione concreta di una condizione: per alcuni studenti, trovare una casa a Napoli è diventato parte della sfida per poter continuare a studiare.









