L’America’s Cup arriva a Napoli e con essa cresce il dibattito sulle ricadute occupazionali e formative che l’evento dovrebbe produrre sul territorio. A sollevare la questione è il Movimento Libero e Autonomo delle Scuole di Formazione Autofinanziate, che contesta il programma dedicato ai volontari della Louis Vuitton 38ª America’s Cup, in programma a Napoli con la regata preliminare dal 24 al 27 settembre.
«Aspettavamo opportunità di formare e impiegare i nostri ragazzi, ci troviamo con un’imbarazzante richiesta di volontariato. Questo evento, quindi, a chi arricchisce davvero?». È la domanda posta da Nicola Troisi, segretario del Movimento.
La polemica nasce soprattutto dal confronto tra le promesse legate all’arrivo della manifestazione e le modalità con cui, secondo il Movimento, si starebbe concretizzando il coinvolgimento dei cittadini. Il programma dei volontari prevede infatti dieci giorni consecutivi di attività a titolo gratuito, con viaggio e alloggio a carico dei partecipanti, secondo quanto denunciato dal Movimento.
«A febbraio avevamo chiesto chiarimenti sulla formazione»
Troisi ricorda che già lo scorso 10 febbraio, in occasione dell’annuncio del Patto territoriale per Bagnoli, il Movimento aveva chiesto chiarimenti sulle opportunità di formazione professionale collegate alla trasformazione dell’area e ai grandi eventi.
Le domande rivolte all’amministrazione erano precise: quale formazione sarebbe stata realizzata, chi avrebbe dovuto gestirla, con quali risorse e, soprattutto, se sarebbe stata destinata e vincolata al territorio.
Secondo il Movimento, quelle richieste sarebbero rimaste senza risposta. Anche le PEC inviate a diverse amministrazioni locali, compreso il Comune di Napoli e due municipalità, per chiedere la partecipazione ai tavoli di concertazione su formazione, lavoro e occupazione non avrebbero prodotto il coinvolgimento auspicato.
«A febbraio abbiamo chiesto al sindaco di quale formazione stesse parlando, e non abbiamo avuto risposta», sostiene Troisi. «Oggi una risposta è arrivata, ma non per iscritto: è arrivata sotto forma di un programma che chiede alle persone dieci giorni consecutivi di attività a titolo gratuito, pagandosi viaggio e alloggio».
L’America’s Cup e la promessa degli 11mila posti di lavoro
Il tema assume un peso ancora maggiore alla luce delle ricadute economiche previste per l’evento.
Secondo uno studio dell’Ufficio di Statistica del Ministero del Turismo realizzato con la Luiss Business School, l’America’s Cup dovrebbe generare un impatto economico di circa 690 milioni di euro nel breve periodo e oltre 1,2 miliardi nel lungo periodo, con una previsione compresa tra 1,5 e 1,7 milioni di visitatori.
La stima parla inoltre di circa 11mila posti di lavoro complessivamente generati, tra i quali 1.000-2.000 permanenti nei settori del turismo, della nautica e dei servizi.
Numeri che, secondo Troisi, rendono ancora più urgente interrogarsi sulla qualità e sulla distribuzione delle opportunità.
«Undicimila posti di lavoro previsti da uno studio del Ministero, e il primo atto operativo rivolto ai cittadini è una chiamata a prestare la propria opera gratuitamente», afferma.
Il Movimento precisa di non voler mettere in discussione il valore del volontariato in sé. La contestazione riguarda piuttosto il rischio che, accanto a un grande investimento pubblico e a previsioni importanti sull’occupazione, non venga costruito un percorso strutturato per trasformare la formazione in lavoro regolare.
«Dove sono le scuole di formazione professionale?»
Il Movimento richiama anche la presenza in Campania di un comparto formato da oltre 400 imprese della formazione e da migliaia di lavoratori.
«Non contestiamo il volontariato, che è una cosa seria e che rispettiamo», sottolinea Troisi. «Contestiamo che a un comparto di oltre quattrocento imprese della formazione, con migliaia di lavoratori, non sia stato offerto nemmeno un tavolo per costruire quei posti di lavoro».
La richiesta è quindi quella di aprire un confronto istituzionale tra Comune di Napoli, Città Metropolitana, Regione Campania, organizzazione dell’evento e rappresentanze datoriali della formazione professionale.
L’obiettivo indicato dal Movimento è costruire percorsi di qualificazione collegati alle filiere che saranno interessate dall’America’s Cup: dall’accoglienza all’ospitalità, dall’economia del mare ai servizi per i visitatori.
Anche i sindacati chiedono verifiche sul volontariato
Sul programma dei volontari, intanto, la Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali ha presentato, attraverso lo Studio Legale Cascone, un esposto all’Ispettorato d’Area Metropolitana del Lavoro di Napoli.
L’esposto, secondo quanto riferito, chiede di verificare se le attività formalmente qualificate come volontariato possano, in concreto, presentare caratteristiche riconducibili a un rapporto di lavoro.
Si tratta di una questione che dovrà essere valutata dagli organismi competenti e che si inserisce nel più ampio dibattito sulle modalità con cui il grande evento dovrà produrre benefici concreti per il territorio.
«Una vetrina mondiale si costruisce con il lavoro qualificato»
Napoli si prepara dunque a vivere uno degli appuntamenti internazionali più importanti degli ultimi anni. La sfida, però, secondo il Movimento Libero, non riguarda soltanto la capacità della città di accogliere la competizione velica e i suoi visitatori.
Riguarda anche ciò che resterà dopo che le barche avranno lasciato il golfo.
«Napoli ha davanti una vetrina mondiale e noi siamo i primi a volerla vincere», conclude Troisi. «Ma una vetrina si costruisce con il lavoro qualificato, non con il lavoro gratuito».
E la richiesta è netta: «Siamo pronti a sederci a un tavolo domani mattina. Quello che non siamo più disposti a fare è leggere sui giornali le promesse sulla formazione e scoprire, mesi dopo, che riguardavano tutti tranne chi la formazione la fa».










