Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Salerno ha disposto la custodia cautelare in carcere per Ridha Rahmouni, il cittadino tunisino di 26 anni accusato dell’omicidio del giornalista Luigi “Luca” Esposito, il 53enne trovato senza vita e successivamente dato alle fiamme nelle campagne di località Cioffi, a Eboli. La decisione è arrivata al termine dell’udienza di convalida del fermo svoltasi oggi, lunedì 26 luglio, nel carcere di Salerno.
Il gip ha accolto l’impianto accusatorio della Procura, contestando all’indagato i reati di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dalla premeditazione e di soppressione di cadavere. Un provvedimento che conferma la gravità del quadro indiziario raccolto dagli investigatori nel corso delle indagini condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Salerno.
Rahmouni era stato fermato nella notte tra venerdì e sabato dopo essere stato rintracciato all’interno di un casolare abbandonato. Durante gli interrogatori aveva ammesso le proprie responsabilità, consentendo agli inquirenti di imprimere una svolta all’inchiesta. Secondo quanto ricostruito, il giovane e la vittima si conoscevano e avevano fissato un appuntamento prima che l’incontro degenerasse nella violenta aggressione culminata con la morte del giornalista.
Gli accertamenti medico-legali hanno evidenziato che Esposito sarebbe stato sottoposto a un violento pestaggio prima che il suo corpo venisse incendiato nel tentativo di cancellare le tracce del delitto. Le lesioni riscontrate durante l’autopsia hanno portato gli inquirenti a contestare anche l’aggravante della crudeltà.
Nel corso dell’udienza di convalida, la difesa aveva evidenziato la necessità di approfondire alcuni aspetti della vicenda, ma il giudice ha ritenuto sussistenti sia i gravi indizi di colpevolezza sia le esigenze cautelari, disponendo la permanenza dell’indagato in carcere.
L’inchiesta della Procura di Salerno prosegue comunque per chiarire ogni elemento del delitto. Restano ancora da definire nel dettaglio il movente e tutte le circostanze che hanno portato all’uccisione di Luca Esposito, una vicenda che ha profondamente scosso il mondo dell’informazione campana e l’intera comunità salernitana. Gli investigatori continuano ad analizzare i dispositivi elettronici sequestrati e i rapporti tra la vittima e l’indagato, con l’obiettivo di ricostruire integralmente le ultime ore di vita del giornalista.











