Non indossava la divisa. Era in vacanza, lontana dal lavoro e dagli impegni quotidiani. Ma quando ha visto due giovani in grave difficoltà tra le onde non ha avuto alcuna esitazione. Il senso del dovere ha prevalso ancora una volta. Protagonista della vicenda è Maria, poliziotta in servizio presso la Polizia Scientifica di Napoli, che insieme a due militari della Guardia di Finanza ha salvato la vita a due ragazzi rimasti intrappolati nei pressi della Grotta Azzurra di Sperlonga.
L’episodio si è verificato durante una passeggiata sul litorale della nota località balneare in provincia di Latina. A un certo punto Maria ha notato un gruppo di persone rivolgere lo sguardo con preoccupazione verso un promontorio roccioso. Una scena che ha immediatamente attirato la sua attenzione.
Insieme a Domenico e Roberto, due finanzieri anche loro presenti sul posto, si è avvicinata agli addetti al servizio di salvamento per capire cosa stesse accadendo. La risposta è stata immediata: due giovani erano rimasti bloccati nei pressi della Grotta Azzurra, impossibilitati a rientrare a causa della forte corrente e di un mare che, minuto dopo minuto, stava diventando sempre più agitato.
Senza perdere tempo, i tre hanno allertato i soccorsi, ma hanno capito che attendere avrebbe potuto rivelarsi fatale. Così hanno deciso di intervenire direttamente, organizzando un delicato recupero.
Muniti di salvagente e di una cima di sicurezza, Maria e Domenico si sono tuffati in mare, affrontando la corrente per raggiungere i due ragazzi ormai stremati. La priorità è stata mettere in salvo la giovane, visibilmente esausta. Dopo averla imbracata, l’hanno accompagnata fuori dalla zona più pericolosa, dove nel frattempo Roberto li aveva raggiunti con un mezzo di salvamento.
La ragazza è stata caricata a bordo e trasportata rapidamente fino alla riva, tra gli applausi e il sollievo dei presenti.
Ma l’intervento non era ancora concluso.
Rimaneva da salvare il ragazzo, ancora bloccato tra gli scogli. Maria e Domenico sono quindi tornati verso la grotta, sfidando nuovamente il mare che nel frattempo si era ulteriormente ingrossato. Anche lui è stato assicurato con l’imbracatura e, non essendo possibile utilizzare il mezzo di soccorso in quel punto, i due soccorritori hanno affrontato il rientro a nuoto, trascinandolo verso la spiaggia.
È stata una lunga lotta contro il mare. Bracciata dopo bracciata, con grande sangue freddo e determinazione, sono riusciti a raggiungere la battigia, mettendo definitivamente in salvo anche il secondo giovane.
Solo quando i piedi hanno toccato la sabbia la tensione si è sciolta. I numerosi bagnanti che avevano seguito con il fiato sospeso tutte le fasi del salvataggio hanno accolto i tre soccorritori con un lungo applauso, complimentandosi per il coraggio e la prontezza dimostrati.
Una storia che racconta come il senso del dovere non conosca ferie. Per Maria, così come per Domenico e Roberto, la divisa non è soltanto quella indossata durante il servizio, ma un valore che continua a guidare ogni scelta, anche lontano dal luogo di lavoro. Grazie alla loro lucidità e al loro intervento tempestivo, quella che poteva trasformarsi in una tragedia si è conclusa con un lieto fine.










